Ascoli, Patti: "No rivoluzioni, ripartiamo dalla nostra identità. Mercato? Serviranno 6-7 innesti"
Matteo Patti, direttore sportivo dell'Ascoli, ha presentato la nuova stagione in conferenza stampa, affrontando i temi legati al mercato, agli obiettivi e alla costruzione della rosa. Ecco le sue dichiarazioni.
Quanto è stato importante che società, direttore sportivo e allenatore abbiano rinnovato subito dopo la promozione?
"Assolutamente tanto. Posso dire con serenità che con la proprietà, con la famiglia Passi, non c'è mai stato alcun dubbio, né da parte loro né da parte nostra. Era una decisione presa già da tempo, ma abbiamo preferito non renderla pubblica perché eravamo completamente concentrati sul percorso che stavamo facendo. Dopo è stata soltanto una formalità firmare e depositare i contratti. Siamo felici di poter continuare insieme questo percorso".
La squadra che ha conquistato la Serie B resterà il punto di partenza?
"Bisogna essere concreti. Il nuovo regolamento della Serie B prevede una lista di 18 giocatori over, quindi inevitabilmente dovremo fare delle uscite. Oggi abbiamo un numero superiore e, se vorremo intervenire sul mercato, dovremo liberare ulteriori spazi. Non sarà una scelta dettata da motivi tecnici o affettivi: questi ragazzi ci hanno dato tantissimo e saranno fatte valutazioni cercando di sbagliare il meno possibile. Tutto sarà fatto esclusivamente nell'interesse dell'Ascoli".
Perché non è stato possibile trattenere Andrea Rizzo Pinna? La trattativa può riaprirsi? E a che punto è quella per De Pieri?
"Di Andrea è inutile sottolineare quanto ci siamo affezionati, sia umanamente sia professionalmente. Però non condivido il concetto secondo cui l'Ascoli non avrebbe fatto uno sforzo. Il presidente non ha mai posto limiti. Il punto è che l'Ascoli non sarà mai sotto i voleri di altri. Finché ci sarò io, e sono certo anche la proprietà e l'allenatore, il club verrà sempre prima di tutto. Non faremo mai operazioni fuori dal reale valore delle cose. Oggi Andrea appartiene a un'altra società, che legittimamente decide cosa fare. Per quanto riguarda De Pieri, è un ragazzo molto interessante. C'è una fase di stallo perché i giovani sono particolarmente richiesti, anche per effetto del regolamento della Serie B. Noi siamo convinti della scelta, il ragazzo è molto focalizzato sull'Ascoli e con l'Inter c'è un ottimo rapporto. Mi auguro che la trattativa possa chiudersi a breve".
Su quali reparti interverrete maggiormente?
"Dovremo lavorare tanto sulle uscite e lo faremo con la massima trasparenza. I ragazzi interessati sono già stati informati e saranno accompagnati nel migliore dei modi. Per quanto riguarda gli acquisti, il regolamento ci porta a puntare su diversi giovani. La nostra intenzione è mantenere il blocco principale della squadra, inserire giovani di prospettiva e anche qualche calciatore che conosca già la Serie B. Indicativamente arriveranno sei o sette giocatori".
L'Ascoli può essere una sorpresa anche in Serie B?
"Non voglio spegnere l'entusiasmo, anzi. Però oggi dobbiamo alimentare l'entusiasmo per l'Ascoli, non per un determinato risultato. La società, la città, i tifosi e anche voi giornalisti state contribuendo a creare un clima straordinario. Un anno fa eravamo quasi spaventati, quella paura ci ha aiutato a crescere. Oggi siamo persone diverse, più consapevoli, e proprio per questo dobbiamo affrontare la Serie B con una sana paura, quella che ti porta a lavorare bene e a evitare gli errori. Poi, durante il percorso, potrà succedere qualsiasi cosa".
Molti dei giovani già presenti in rosa sembrano pronti per il salto di categoria. È un vantaggio?
"L'idea è costruire una squadra con un'età media bassa, che rappresenti anche un patrimonio per il club. Abbiamo ragazzi che magari non hanno grande esperienza in Serie B, ma possiedono qualità per diventare protagonisti anche in questa categoria. Molto dipenderà dall'atteggiamento quotidiano: se manterranno la stessa dedizione al lavoro mostrata nella passata stagione, potranno confermarsi anche a un livello superiore".
Sono arrivate richieste per i giocatori considerati punti fermi della rosa?
"Le richieste e le voci ci sono, ed è normale. Anzi, sono anche il segnale che l'Ascoli è diventata una piazza appetibile grazie al lavoro svolto da questi calciatori. Noi, però, siamo sereni. Come l'anno scorso, l'Ascoli viene prima di tutto. Se arriveranno offerte le valuteremo sempre mettendo al centro gli interessi del club".
Come gestirete la situazione dei portieri?
"Stiamo facendo delle valutazioni. Raffaelli, ad esempio, lo scorso anno aveva manifestato con forza la volontà di andare via e credo che sia difficile proseguire insieme. Per il resto decideremo dopo aver valutato l'intero organico".
State già pensando ai rinnovi dei contratti in scadenza nel 2027?
"Sì, stiamo facendo le nostre valutazioni. Vogliamo proseguire con chi ha realmente voglia di continuare il percorso con l'Ascoli. Come un anno fa, guarderemo tutti negli occhi. Chi convincerà il club della propria motivazione continuerà con noi. Non sarebbe corretto, nei confronti degli ascolani, andare avanti con chi desidera altro. Per il momento, comunque, nessuno dei ragazzi ha manifestato la volontà di andare via".
I giovani rientrati dai prestiti saranno valutati in ritiro?
"Sì, in questi giorni stiamo decidendo quale sarà il percorso migliore per ciascuno di loro. Sono giovani di proprietà dell'Ascoli e dobbiamo capire quali spazi potranno avere. La mia idea è quella di portarli in ritiro, valutarli da vicino e poi decidere se tenerli in rosa oppure mandarli a giocare in prestito. Per quanto riguarda gli attaccanti, faremo tutte le valutazioni necessarie prima di completare il reparto".






