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Venezia, Stroppa e la Serie A: "Non cambio la mia filosofia. Voglio imporre le mie idee"

Venezia, Stroppa e la Serie A: "Non cambio la mia filosofia. Voglio imporre le mie idee"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Luca Bargellini
Oggi alle 20:19Serie B
Luca Bargellini

Dopo la straordinaria cavalcata che ha riportato il Venezia in Serie A, Giovanni Stroppa è intervenuto ai microfoni di Sportitalia per commentare il successo. L'allenatore ha analizzato il percorso dei lagunari, sottolineando la forza della società e la sua volontà di misurarsi con la massima serie senza snaturare la propria filosofia offensiva.

Vincere un campionato è sempre un’impresa complessa. Qual è il segreto per rendere tutto così semplice?
"Serve innanzitutto del materiale buono a disposizione. Si parte da lì e poi, chiaramente, ci deve essere una società alle spalle che ti dà una mano. Le idee fanno la differenza fino a un certo punto: sono i giocatori che, con le loro giocate singole, possono dare quel quid in più. Vincere con cinque squadre diverse negli ultimi anni è una gratificazione enorme".

Esiste un'etichetta che la vede come "specialista della B" ma meno adatto alla Serie A. Cosa risponde?
"Noi allenatori veniamo scelti, non è sempre una nostra decisione. Se tutto andrà come deve, tra due mesi sarò un allenatore del Venezia in Serie A e non vedo problemi. Poco tempo fa l'ho detto chiaramente: io non cambio il mio modo di giocare, perché la mia proposta è quella e i risultati, attraverso le prestazioni, mi hanno dato ragione".

Molti dicono che in Serie A bisogna "sopravvivere" più che proporre gioco. È un limite per le sue idee?
"Se significa che non mi piace sopravvivere, va benissimo. Io credo di avere molti anni di 'marciapiede' alle spalle: prendere o lasciare. A Crotone ci siamo salvati riprendendo la squadra all'ultimo posto. Non cerco l'arrembaggio folle, ma un'idea precisa: abbiamo avuto la miglior difesa sia a Cremona che a Venezia. Ci si può difendere andando nella metà campo avversaria".

Che ruolo ha avuto il Direttore Sportivo Filippo Antonelli in questa promozione?
"Antonelli è molto bravo. Prima del mio arrivo è riuscito a rimettere in piedi una società che aveva problemi economici e rischiava di scomparire. Ha riportato la squadra nella massima serie valorizzando la seconda o terza rosa più giovane del campionato. Vedere questi ragazzi crescere e diventare oggetti di mercato è una soddisfazione impagabile".

A proposito di talenti, quali sono i cinque nomi che vedrebbe pronti per il salto dalla B alla Serie A?
"Se guardo ai profili incontrati e allenati, dico Busio, Kike Perez e Doumbia fra i miei ragazzi e Ghedjemis e Kvernadze del Frosinone. Aggiungo anche Massolin: l'Inter ci ha visto lungo, ha potenzialità fisiche e tecniche enormi".

L'obiettivo del Venezia l'anno prossimo sarà la salvezza. Si sente l'uomo giusto per questa sfida?
"Sinceramente, la volontà di rimanere c'è tutta. Ci sono grandi progetti e la proprietà è forte, la prospettiva è assolutamente buona. Quando sei stimato e amato da una piazza e dalla società, come dimostra la festa di questi giorni, non vedo altre soluzioni. Con Antonelli c'è grandissima stima, il futuro è qui".

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