Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / serie c / Serie C
Serse Cosmi si presenta alla Salernitana: “Voglio dedizione. Sono carico e pronto alla sfida”TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
Oggi alle 13:11Serie C
di Luca Bargellini

Serse Cosmi si presenta alla Salernitana: “Voglio dedizione. Sono carico e pronto alla sfida”

È andata in scena questa mattina la conferenza stampa di presentazione di Serse Cosmi come nuovo tecnico della Salernitana. Di seguito le parole dell'allenatore perugino raccolte da TuttoSalernitana: "Ero a Milano e ho detto che sarei arrivato subito a Salerno. Non voglio parlare come tanti allenatori e giocatori che parlano di "coronamento di un sogno", non mi piacciono le frasi fatte. Però vi posso assicurare che ogni volta che venivo qui da avversario dicevo ai miei collaboratori che lavorare qui sarebbe stato veramente gratificante. Quando è arrivata la chiamata ho avvertito una scarica di adrenalina pazzesca, è una bella sfida che prendo con enorme entusiasmo. Devo ringraziare la proprietà perchè il cavallo di razza deve morire in pista e avevo una voglia incredibile di tornare ad allenare. Vi assicuro che mi sento più carico di quanto immaginassi, come se avessi interrotto l'ultima esperienza lavorativa ieri ripartendo dal posto migliore possibile. Ora ho un pizzico di saggezza in più senza perdere la mia irrazionalità. Ho fiducia in me stesso e in questa città. La società si esprime nella sua città. Salerno dà tanto, ho girato da allenatore per tanti motivi e la tifoseria granata è esempio per passione riconosciuto in tutta Italia. La mia vita è basata sulla passione e qui mi troverò benissimo. Non ho chiesto impegno, ma dedizione. E' un concetto più profondo e importante. Voglio sacrifici personali costanti, con forma profonda di attaccamento che va oltre il dovere. In una parola è racchiusa la mia mentalità ed è quello che pretenderò da ogni singolo calciatore. Chi non capisce il momento e quanto sia privilegiato a indossare la maglia granata non gioca. La gente ora non è soddisfatta e lo esprime con forza, ma questo è sinonimo di un amore incondizionato". Che idea si è fatto della squadra in questi primissimi giorni? "Essere terzi non vuol dire non sia stato fatto un buon lavoro, le impressioni sono migliori rispetto a quanto mi aspettassi. Torno in C, mancavo dal 1999, e vi assicuro che mi sembra di allenare strutturalmente e fisicamente calciatori di categoria superiore. E' un gruppo di qualità e non siamo poi così distanti, per valori, da Benevento e Catania. Non spetta a me dire perchè siamo terzi, io voglio fare il meglio possibile e vincere le partite. Credo che ci siano le potenzialità per finire la stagione meglio. Ora devo capire dov'è la fregatura: sono forti, hanno fisicità, ci sarà forse un po' di polvere sotto il tappeto e toccherà a me capire cosa non abbia funzionato. E certo il problema non era Raffaele, che saluto e capisco come si stia sentendo in questi giorni. Aggiungo: qualcuno dice che sono vecchio. Ricordo che tra i "vecchi" ci sono Gasperini, Sarri, Spalletti. Io sono carico a mille e vi dimostrerò che sono tutt'altro che appagato". Ha già un'idea del modulo da adottare? "Ho intravisto qualcosa, ho una percezione, ma in questo momento è impensabile avere certezze. A Perugia, in serie A, iniziai la preparazione con lo stesso modulo di Arezzo, però vedevo che c'erano situazioni che non mi convincevano e me ne accorsi proprio contro la Salernitana in coppa Italia. Sono sempre gli interpreti a determinare il gioco. Dopo l'esordio con il 4-4-1-1, su suggerimento di Materazzi, pensammo alla difesa a tre. Affrontammo la Lazio, perdemmo ma disputammo una prova di altissimo livello e per tre anni ho adottato il 3-5-2. Secondo me possiamo farlo bene anche noi. Lavorerò sui mediani, visto che Capomaggio è stato utilizzato anche come difensore centrale. Non siamo a un punto del campionato in cui mi posso permettere esperimenti, per me deve giocare in un solo ruolo. Con il nuovo allenatore tutti si vogliono mettere in mostra perchè si sentivano messi da parte. Non ho molto tempo per capire come partire, ma non so in corso d'opera se potrò variare qualcosa. All'interno di un sistema ci sono le variabili. Ma se ora mi soffermo sulla tattica e sui tre metri in più o in meno viene meno il discorso della dedizione. In campo vanno gli uomini, anzitutto. La formazione viene dopo. So che per voi magari sarà sempre sbagliata, mio figlio è il primo a dirmi che non capisco nulla". Lavorerà già in ottica spareggi? "Ne ho fatti tanti di playoff nella mia carriera, ma questi sono una mattanza. 28 squadre, un percorso lunghissimo. La Salernitana è distante dall'obiettivo che si era prefissata, ma abbiamo un vantaggio: utilizzare queste partite non come esperimenti, ma come qualcosa che a livello emotivo ci porterà a giocare gli spareggi alla grande e con una situazione morale forte. Mentalmente sono già concentrato per essere pronti ad affrontare al massimo quelle partite, ma non vuol dire che giocheremo in modo stupido quello che resta perchè è dal presente che arriverà un buon futuro. La componente psicologica conta tanto". Basterà la dedizione per risolvere i problemi? "I tifosi la dedizione ce l'hanno nel sangue, a differenza di allenatori e calciatori. Voglio attaccamento costante e appassionato che vada oltre l'impegno. In una frase c'è tutto il mio pensiero. Bisogna andare oltre il sacrificio personale, voglio di più da tutti. E non deve essere visto come un sacrificio. Nel momento in cui è solo un mestiere non scenderai mai in campo. E' un gioco e se non metti dentro queste qualità non giocherai mai bene e a lungo. Poi eventuali problemi di natura tattica li affronteremo giorno dopo giorno. Io la squadra l'ho trovata bene fisicamente, con qualità. Ma devo capire la fregatura". In ottica playoff prevedete un richiamo di preparazione fisica? "Qui ho ritrovato Manuel De Maria che è uno dei miei collaboratori storici. Mi fido di lui. Secondo me è un problema mentale. Se non stai bene di testa sembri scoordinato, fai una corsa in meno. Il cervello comanda tutto. L'occhio per capire se una squadra sta bene o male ce l'ho ancora. Non sentirete mai una parola prima che non abbia parlato con i calciatori, quello che sto dicendo a voi l'ho detto anche a loro. Quando sarò particolarmente arrabbiato con lo spogliatoio lo riferirò anzitutto al gruppo". La sua presenza in panchina può rivitalizzare Golemic? "L'ho avuto a disposizione a Crotone, anche se per poche partite. Mi fidavo di lui, un po' meno del resto della difesa. E' stato contento di ritrovarmi, sono contento anche io di averlo nella squadra. E' un professionista serio e davvero un bravo ragazzo". Quanto può dare Scurto alla Salernitana? "Pur di venire qui a Salerno ho fatto una call sul treno regionale che partiva da Milano. Non potevo parlare ad alta voce, col rumore dei vagoni nelle orecchie. Ve lo racconto per fare un sorriso tutti insieme. C'era la necessità di trovare un collaboratore ed erano stati fatti alcuni nomi, ma il direttore mi ha proposto Scurto. Ho parlato con alcune persone che lo hanno conosciuto e tutti mi hanno detto che è anzitutto una grande persona. Poi ci siamo informati delle caratteristiche professionali, sono molto felice in questi primi giorni che sia con me perchè ogni allenatore ha bisogno di avere tutto sotto controllo e avere un uomo di campo più dinamico di me a disposizione è di supporto. Ha guidato diverse Primavere importanti e ha un suo metodo da allenatore vero". Sta pensando al Catania? "Sin dal primo momento in cu ho avuto l'ok del presidente. Penso a tante cose, ma la partita è la cosa più attendibile per me. Non sono uno degli allenatori che dice "io i giornali non li leggo", così come guardo la classifica che per me è la Bibbia. Sono cronologicamente fuori moda. So quello che bisogna fare per migliorarla". Che idea ha di Danilo Iervolino e che esperienza è stata quella da opinionista? "Non ho mai dato giudizi sulla persona quando facevo l'opinionista, a me piace parlare di calcio. Certo, c'è il desiderio di conoscere la persona. Con i direttori e i presidenti ho sempre cercato un rapporto diretto: la distanza è nei ruoli, ma come gli uomini siamo destinati a confrontaci, a ridere, a scherzare, ad arrabbiarci, a stare insieme per la stessa causa. Ho intuito che è molto dispiaciuto per la situazione perchè si rende conto di aver dato tanto, e non solo economicamente. Parlare con un uomo e non con un fondo è importante. Sto notando organizzazione ottima, dai magazzinieri al primo dei collaboratori. Sulla mia esperienza in tv, ho letto che io non avessi più voglia di lavorare perchè non mi riconosco in questo calcio. Io credo che ci sia un errore: avevo voglia di tornare in pista, e lo ringrazio per avermi chiamato, ma volevo un'occasione che non fosse una missione. Questa è una sfida, è diverso. La mia vita è il calcio, lo spogliatoio, il campo. Ho fatto altre cose perchè ne avevo voglia, ma dentro c'è lo stesso fuoco di sempre. Anzi, di più. Il giorno che darò l'addio a questo sport lo comunicherò e lo farò con un'amichevole. Ero pronto a tornare in presenza di un'occasione importante. Il Rijeka mi ha tenuto fermo, sotto contratto, pur avendo l'accordo con un altro club. Sostanzialmente sono fermo da due anni". Che musica ha fatto ascoltare alla squadra? "Ecco, nella musica dobbiamo migliorare. In palestra la presa era rotta. A me piace molto ed è la colonna sonora importante della nostra quotidianità. E giudico i calciatori anche dalle canzoni che ascoltano". Che idea si è fatto della serie C? "Non è certo detto che la terza del girone meridionale potesse dominare negli altri gironi, ma il nostro è veramente tosto. Nel raggruppamento primeggia l'Arezzo, piazza nella quale ho lavorato cinque anni e con un allenatore che è stato un mio allievo. C'è un livello diverso. Io mi ritrovo molto nella mentalità di realtà come quella di Salerno". C'è qualche crepa all'interno dello spogliatoio e qualche calciatore che ha il morale sotto i tacchi? "Quando si cambia allenatore si 'livella' tutto, per usare un'espressione alla Toto. Quindi nemmeno il più bravo psicologo del mondo può cogliere dissapori. Io non ho visto un ambiente scollegato nei rapporti, ma da quando esiste il calcio chi non gioca non è contento. Non a Salerno, in tutto il mondo e in tutte le società. E chi dice che va bene uguale fa finta. Però lo scontento deve proporsi nel modo giusto, spingendo l'allenatore a chiedersi se stia sbagliando. Il campo è sempre il giudice supremo, è questa la loro fortuna perchè c'è un rettangolo verde che decide. Ieri sono stato chiaro: non considero tutti uguali, altrimenti sarei un ipocrita. Per carriera, cose fatte e meriti sportivi qualcuno ha dentro cose che altri non hanno, ma nessuno deve sentirsi titolare o riserva. Domenica devo mandarne in campo undici e se chi sta fuori la interpreta come una scelta definitiva sbaglia .Se invece si rimette in discussione dall'allenamento successivo sarà preso fortemente in considerazione".