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"Chi ha giocato Ascoli-Sambenedettese non ha paura di niente": la storia del Derby delle MarcheTUTTO mercato WEB
Oggi alle 11:19Serie C
di Luca Bargellini

"Chi ha giocato Ascoli-Sambenedettese non ha paura di niente": la storia del Derby delle Marche

Trentanove anni di attesa, poi il ritorno. Il derby delle Marche tra Sambenedettese e Ascoli è tornato protagonista del calcio professionistico nella stagione 2025-26, e questa sera, al Riviera delle Palme di San Benedetto del Tronto, le due squadre si affrontano per la terza volta in pochi mesi. Una sfida che va ben oltre i tre punti: è la costa contro l'entroterra, il mare Adriatico contro i Monti Sibillini, i Piceni del litorale contro quelli dell'entroterra. Trentasei chilometri di distanza, un abisso di rivalità. I numeri: la Samb comanda, l'Ascoli insegue Il bilancio storico parla chiaro. Nei 36 confronti ufficiali disputati tra le due squadre, tra campionati nazionali, tornei regionali e Coppa Italia, la Sambenedettese conduce con 14 vittorie contro le 9 dell'Ascoli, mentre i pareggi sono 13. Un vantaggio netto anche nel computo dei gol: 41 reti rossoblù contro 26 bianconere. A dominare la classifica dei periodi storici sono soprattutto gli anni '20 e '20, quando la Samb si impose con 11 successi a fronte dei 6 ascolani e soli 2 pareggi. Tutt'altra musica negli anni Sessanta-Ottanta, decennio dell'equilibrio assoluto: 3 vittorie per parte e ben 10 pareggi, quasi a suggellare una parità che rispecchiava il rapporto di forza tra le due piazze nel calcio che contava. La stagione corrente, quella del grande ritorno, offre un bilancio al momento in parità: l'Ascoli ha vinto 1-0 all'andata di campionato (Del Duca, 26 ottobre 2025), mentre la Samb si è presa la rivincita in Coppa Italia Serie C, battendo i bianconeri 2-1 appena tre giorni dopo (29 ottobre). Questa sera si scrive il terzo capitolo. La Serie C 2025-26 in cifre (prima del match) La forbice in classifica racconta il momento: l'Ascoli occupa il secondo posto con 56 punti, 49 gol segnati e soli 19 subiti in 28 partite. Numeri da grande. La Sambenedettese, al contrario, lotta per uscire dalla zona playout con 25 punti, 23 gol segnati e 31 subiti. La sfida è squilibrata sulla carta, ma i derby non leggono la classifica. QUANDO IL CALCIO SI TINGE DI STORIA E DRAMMA La partita che non finisce mai: 39 anni di silenzio Prima di questa stagione, l'ultimo precedente ufficiale in campionato risaliva al 5 gennaio 1986: una Serie B, un 1-1 al Riviera delle Palme da poco inaugurato. Sulle panchine c'erano Vujadin Boskov per l'Ascoli e Giampiero Vitali per la Samb. In campo, tra gli altri, un giovanissimo Giuseppe Iachini. Quasi quarant'anni di categorie diverse, poi il destino li ha rimessi sulla stessa strada. Stasera, quello stesso Riviera delle Palme, che all'epoca aveva appena cinque mesi di vita, ospita il derby per la prima volta in campionato da allora. Il "biscotto" che sa di promozione (giugno 1986) Cinque mesi dopo quell'1-1, le due squadre si ritrovano in uno degli epiloghi più chiacchierati della loro storia comune. Il 1° giugno 1986, mentre il mondo si preparava per i Mondiali di Diego Armando Maradona, Ascoli e Sambenedettese pareggiano 0-0 in una partita che solleva immediatamente sospetti. Il risultato è perfetto per entrambe: l'Ascoli conquista la Serie A, la Samb evita la retrocessione in C. Un pareggio "di convenienza" che ancora oggi fa discutere, ma che nessuno ha mai potuto provare formalmente. La frase di Mazzone: un'eredità incancellabile "Chi ha giocato Ascoli-Sambenedettese non ha paura di niente". Lo disse Carlo Mazzone, capitano ascolano degli anni Sessanta-Settanta e poi tecnico amato in tutta Italia. E lo disse con cognizione di causa: nel derby del 1967-68, vinto dall'Ascoli per 1-0, Mazzone si fratturò la tibia ma rimase in campo, trascinato dall'adrenalina della sfida. L'osso non si saldò correttamente. Dopo sole quattro presenze nella stagione successiva, fu costretto a dire addio al calcio giocato. Da quel giorno cominciò la sua straordinaria carriera da allenatore. Stesso match, stesso tragico copione: sugli spalti dello stadio perse la vita Andrea Ritrecina, tifosissimo e figura carismatica della curva, stroncato da un infarto. La tragedia di Roberto Strulli (14 febbraio 1965) Il capitolo più buio del derby risale al giorno di San Valentino del 1965. Roberto Strulli, portiere dell'Ascoli di 26 anni, si scontrò fortuito con l'attaccante della Samb Alfiero Caposciutti. L'impatto fu devastante: frattura della mandibola e perforazione della base cranica. Strulli perse conoscenza in campo e non si riprese più. Morì il mattino seguente, il 15 febbraio. Una pagina di dolore che il calcio marchigiano non ha mai dimenticato, e che nessuna rivalità sportiva può cancellare. La neve, i gol e l'ultimo trionfo casalingo (1970-71) Tra le immagini indelebili del derby c'è quella di un campo innevato, atmosfera d'altri tempi, con la Samb che domina l'Ascoli per 2-0 grazie alle reti di Carnevali e Caposciutti. Stagione 1970-71, uno scenario che oggi sembrerebbe impossibile. Quella resta, ad oggi, l'ultima vittoria casalinga della Sambenedettese contro l'Ascoli in campionato. Stasera si riscrive la storia Tre incontri in una stagione, dopo quasi quattro decenni di lontananza forzata: il calcio ha restituito alle Marche il suo derby più sentito. Stasera, con l'Ascoli che coltiva sogni promozione in Serie B e la Samb che lotta per restare in C, il risultato pesa doppio. Ma la storia di questa rivalità insegna che i numeri, spesso, raccontano solo una parte della verità. Il resto lo scrive il campo.