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Palermo, l'escalation di Brunori parte dal Petrignano: "Ora è pronto per la B"

ESCLUSIVA TMW - Palermo, l'escalation di Brunori parte dal Petrignano: "Ora è pronto per la B"
Claudia Marrone
venerdì 1 aprile 2022, 14:04Serie C
Claudia Marrone

Dal Nord al Sud dell'Italia: perché se nel Girone A di Serie C c'è Tommy Maistrello del Renate a far registrare numeri da capogiro, nel Girone C c'è Matteo Brunori del Palermo, letteralmente esploso negli ultimi mesi, dove non solo ha scritto la storia del club divenendo il calciatore che ha segnato per più partite consecutive, ma si è preso anche la vetta della classifica cannoniere del suo raggruppamento. Riuscendo quasi a oscurare il gioiellino in forza al Catania Luca Moro, che il Sassuolo si è assicurato nel mercato invernale.
Un ragazzo di poche parole, il classe '94, che ha fatto parlare però il campo. Trovando la voglia e il coraggio di rimettersi in discussione nella stagione 2015-2016, quando decise di ripartire dall'Eccellenza, con gli umbri del Petrignano.

E per scoprire di più su di lui, i microfoni di TuttoMercatoWeb.com, hanno contattato l'allora presidente del club, Massimiliano Eugeni, che ha così ripercorso i passi di Brunori in Umbria: "Ho conosciuto Matteo in uno dei miei primi anni presidenza, grazie al nostro uomo mercato, Enrico Gambelunghe, che lo voleva, lo considerava un affare. La stagione a Messina non era stata positiva per lui, io però non lo conoscevo, non è un ragazzo che ama mettersi in mostra, ma quando tornò a casa dalla famiglia ci trovammo ad Assisi, tramite appunto il mio direttore: in due secondi fu trovato l'accordo, e passati i primi mesi di ambientamento a gennaio iniziò per lui un nuovo campionato. C'era anche un bel gruppo, questo va detto, nello spogliatoio c'era serenità, la sera uscivamo spesso tutti insieme, e riuscimmo a trattenerlo anche l'anno successivo. Poi arrivò la Serie D, il Villabiagio, e non potevamo negargli l'opportunità di crescere. E' stata però una bella esperienza quella vissuta con lui".

Come lo descriverebbe fuori dal campo?
"E' un ragazzo serio, cresciuto in un'ottima famiglia, e questo per me ha fatto la differenza. Si è sempre mostrato maturo, e quando ha capito che poteva fare un'escalation ha cambiato anche la sua vita, ha saputo fare il professionista, anche nelle piccole cose come l'alimentazione o le uscite serali. Indubbiamente, come ho detto, il contorno lo ha aiutato, la tranquillità è fondamentale, ma lui ha la testa, e sa usarla. Io lo porto sempre nel cuore, come fosse un figlio, perché mi ha fatto vivere davvero grandi emozioni".

Tecnicamente, invece, come lo vede?
"Da noi fece benissimo partendo da esterno, per poi accentrarsi e fare gol, ma sa giocare in più ruoli. Di sicuro quando punta l'uomo in dribbling secco, per poi saltarlo, è devastante, servono difensori molto forti per arginarlo".

Si aspettava di vederlo così sulla cresta dell'onda, in una piazza complessa e ambiziosa come Palermo?
"Assolutamente si, non mi meraviglia il suo attuale rendimento. Fece bene anche ad Arezzo, solo con l'Entella in B ha un po' faticato, ma perché probabilmente doveva ancora prendere confidenza con la categoria e maturare ancora un po': due anni di C, però, gli hanno fatto bene, e lo vedo pronto anche per il salto in B. E se questo avvenisse con il Palermo, però lui la prossima stagione sarebbe una vera consacrazione, perché son certo che renderebbe al top: conoscendo il contesto sarebbe anche agevolato, non cambiare squadra sarebbe importante. L'ambiente conta".

Per la B, quindi, lo vede pronto. Crede riuscirà a raggiungere anche la Serie A?
"Se approda in B, e li riesce a toccare quota 10/11 reti, qualche club di A, magari inizialmente anche di bassa classifica, può sicuramente consentirgli il salto. Di potenzialità per arrivare in massima serie ne ha, e se sta dove può essere anche un leader, dove ha la squadra che gira intorno a lui, riesce molto bene, crescendo anche di gara in gara. Però c'è prima da concentrarsi sul presente. Ripeto, comunque: se centra la promozione in B, la A è a un passo".

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