Reggiana, Zamparo: "B sfumata? Solo per ora. Siamo forti e carichi per i playoff"
Un gol ogni 142', tradotto, 18 reti in 35 gare giocate: numeri difficilmente eguagliabili, la vetta della classifica marcato del Girone B di Serie C era logica conseguenza. E così, almeno dal punto di vista personale, Luca Zamparo ha potuto festeggiare, laureandosi appunto capocannoniere del secondo raggruppamento di terza serie.
Ora un altro appuntamento lo aspetta: i playoff con la sua Reggiana, che si presenterà agli spareggi da seconda classificata. Con l'obiettivo di tornare in immediato in Serie B, quella categoria lasciata solo pochi mesi fa.
L'attaccante si è raccontato ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com.
Un'annata di emozioni... a contrasto. Da un lato ti sei laureato capocannoniere del Girone B, dall'altro la promozione in B non è ancora arrivata.
"Emozioni contrastanti, credo sia effettivamente il termine giusto. Sono molto felice del traguardo personale raggiunto, era un obiettivo che avevo anche per una rivincita personale verso il passato, ma tutto sommato sono soddisfatto anche di quello che è stato con la squadra, la stagione non è da buttare: credo si sia comunque fatto qualcosa di storico, probabilmente non è mai successo che con 86 punti centrati un club non fosse promosso in B. Ma qualcuno è stato più bravo di noi, vanno fatti i complimenti al Modena, ma ancora per noi non è detta l'ultima parola: del resto questo torneo potevamo vincerlo anche noi, è stata solo questione di episodi. Tra due squadre fortissime, a vinto chi ha fatto un errore in meno".
Quale è, secondo te, l'errore in più che avete fatto?
"Due o tre gare no capitano sempre, fanno parte della fisionomia di una stagione. Con 86 punti all'attivo viene anche difficile dire dove stiano gli errori, abbiamo buttato via pochi punti e non abbiamo particolari recriminazioni da farci: si può fare meglio, indubbiamente, ma abbiamo fatto tanto, contro avversari non semplici".
Molto spesso si sente dire che il Girone C è la B2, ma tre retrocesse dalla B della passata stagione - tra cui voi - erano nel Girone B...
"I gironi sono tutti difficili, ognuno presenta una propria criticità. Nel nostro c'eravamo noi, le altre due retrocesse ma anche formazioni di livello come Modena e Cesena, il tasso di competitività era comunque alto. Magari nel Girone C si può dire di un fattore ambientale diverso, più caldo rispetto agli altri due, ma se andiamo a vedere i punti, le squadre di vetta che ne hanno raccolto di più sono negli altri due raggruppamenti".
A proposito di punti: voi e il Padova avete mancato la B per 2 lunghezze. Il rischio di accusare il colpo ai playoff è alto?
"Parlo per quanto riguarda noi, sul Padova non so esprimermi. Da tempo stavamo rincorrendo il Modena, il testa a testa è durato una stagione, ma all'ultimo eravamo consapevoli che il nostro destino non dipendeva solo da noi, e questo ci ha permesso di metabolizzare subito il secondo posto, eravamo pronti sia alla promozione che allo scenario playoff. Però sappiamo di essere forti, il mister ci ha sempre trasmesso serenità e tranquillità, i risultati hanno fatto il resto. Si è creato anche un bell'ambiente, che non ci fa sentire stanchi, come può magari spesso accadere in questo punto della stagione. Siamo anzi carichi".
Nota a parte sul tuo personale: accennavi prima a una rivincita. Hai la sensazione che in carriera ti sia stato dato meno di quanto avresti meritato?
"Ci penso spesso. E riconosco che in passato ci sono stati vari ostacoli, società magari poco professionali, persone che non hanno creduto in me... e indubbiamente anche demeriti miei, perché le colpe non le hanno solo gli altri. Sono stato bravo a non mollare, e il doppio salto che ho potuto fare con la Reggiana sicuramente mi è stato di grande aiuto: non guardo più indietro, mi interessa pensare al futuro. A cominciare dai playoff".






