Il mese folle del Catania: da Toscano a Viali...da Viali a Toscano. Ne risentirà la stagione?
Era il 16 marzo, e a Catania - come un fulmine a ciel sereno - arrivava l'esonero di Domenico Toscano: dopo poco meno di due anni, si chiudeva quindi l'avventura del tecnico sulla panchina rossazzurra. Con numeri però impressionati: dal giugno 2024, quando l'allenatore era approdato in Sicilia, il ruolino di marcia parlava di 74 partite, fatte da 36 vittorie, 22 pareggi e 16 sconfitte (5 nell'attuale stagione), per una media punti per partita di 1,76. Media che saliva a 1,94 se si considerava solo la stagione ora in corso.
Ma lo scontro diretto perso contro il Benevento aveva forse inciso più del dovuto, soprattutto in virtù dei numeri dei sanniti, che nelle ultime 15 gare prima del big match avevano collezionato 41 punti contro i 27 dei rossazzurri. Ecco quindi l'avvento di William Viali, ma il rendimento non cambia: in quattro gare, un pari, una vittoria e due sconfitte, e secondo posto non più sicuro. La squadra, poi, chiede il ritorno del primo allenatore della stagione.
E alla fine, le vari anime della società trovano l'accordo: oggi è tornato Toscano in panchina, dopo una prima fase di incertezze.
Ora, gli ultimi 180' della regular season, Potenza e Atalanta U23 le ultime avversarie, e un secondo posto da difendere, che nel caso - dando diritto alla Fase Nazione dei playoff - darà anche margine a Toscano per riprendere al meglio il lavoro. Certo è che la domanda sorge spontanea: senza l'esonero di Toscano, che conosceva già la piazza e a differenza di Viali non aveva bisogno di un periodo di ambientamento in un momento cruciale della stagione, qualcosa di più si sarebbe potuto fare?
Domanda che potrebbe anche risultare poi banale se il Catania vincesse gli spareggi e centrasse la Serie B. La storia, del resto, ricorda solo i vincitori.











