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Diego Maradona e quell'intervista che non è mai andata in onda

Diego Maradona e quell'intervista che non è mai andata in ondaTUTTO mercato WEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Daniele Petroselli
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Daniele Petroselli
Oggi alle 18:50Storie di Calcio
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Storie di Calcio
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A Storie di Calcio, trasmissione della radio di Tuttomercatoweb.com condotta da Francesco Tringali, è arrivato il momento di raccontare una vicenda che riguarda sì un grande campione, ma davvero particolare. E che vede coinvolto un mito come Diego Armando Maradona.

E c'entra un giornalista, amico della radio, Daniele Garbo. Siamo nel 1989 e il Pibe de Oro ha portato il Napoli sul tetto d'Europa, vincendo la Coppa UEFA. Doveva essere il momento più bello, invece qualcosa si rompe perché dietro i trionfi esistono sempre tensioni e rapporti che incrinano. C'è il Marsiglia che lo tenta, il rapporto complicato con Ferlaino, e non solo. Una notte di settembre a Lisbona, davanti agli spogliatoi, lui esce con gli uomini della sicurezza, che respingono Garbo, allora cronista al seguito del Napoli e che tenta di fare il suo lavoro, avvicinando Maradona. Poi Diego si gira, lo guarda, e dice 'Voglio parlare con lui'. E comincia una delle interviste che nessuno avrebbe mai visto.

"Il rapporto tra i giornalisti e i calciatori era molto più semplice, diretto, rispetto ad oggi - ha raccontato Garbo -. Si chiamava all'epoca per esempio casa di Maradona, si parlava con la sua governante-segretaria e gli si chiedeva se si potevano fare delle interviste e lei chiedeva a lui quando e come era possibile incontrarci. Maradona era un personaggio straordinario, non faceva pesare a nessuno di essere il numero uno. Non solo faceva pesare ai compagni, era molto umile ed era uno come loro, così come gli avversari. Il Napoli lo portò in Italia facendo un colpo pazzesco, e divenne una squadra da Scudetto grazie a lui. Prendeva un sacco di botte ma non si lamentava e non simulava per questo gli avversari lo rispettavano. Io abitavo a Roma ma stavo più a Napoli in realtà. Avere a che fare con Maradona era incredibile. Allora il grande avversario era il Milan di Berlusconi, per cui lavoravo. E io andavo a Soccavo come se nulla fosse, anche se si lavorava per il 'nemico'. Era un mondo diverso rispetto ad oggi".

E ha raccontato di questa intervista particolare: "In quell'estate dell'89, quando lui va in vacanza in Argentina dopo aver litigato con Ferlaino, gli aveva promesso che in caso di trionfo in coppa l'assicurazione che gli avrebbe dato il via libera per partire. Cominciano le trattative con il Marsiglia, ma Ferlaino dà buca nel giorno decisivo. Maradona parte, dice che non torna più, il Napoli intanto si prepara in ritiro. A un certo punto vado da Moggi e gli dico 'Ma questo non torna', e lui mi disse 'Torna e giocherà per il Napoli'. E fu così, fu costretto a tornare ma in una situazione esplosiva. Dopo aver saltato la preparazione, lui torna, non gioca le prime due partite, ma Il Mattino pubblica i primi di settembre le foto di lui con un boss della Camorra, ma relative a un periodo precedente. Sembra quasi fatto apposta questo, come tempistiche".

E continua: "Il Napoli inizia con una trasferta europea contro lo Sporting Lisbona, Maradona viene aggregato alla squadra, la partita finisce 0-0 e l'argentino fa un po' di giri di campo alla fine. Si giocava molto tardi lì per il fuso orario, quindi succede che io non so nulla di quello che accade in Italia e vengo a sapere dal collega Biazzo che ha fatto Maradona subito dopo la fine della partita, dal campo. Erano le prime parole dell'argentino da quando era tornato in Italia. Io vado davanti allo spogliatoio e non trovo nessun collega, pensando che sia molto tardi e che tutti stanno scrivendo per mandare il pezzo in tempo prima che chiudano i giornali. Sono da solo, aspetto, a mezzanotte e un quarto si palesa Maradona, circondato dalla polizia locale. Io cerco di allungare il microfono e un poliziotto mi dà una gomitata. Maradona mi riconosce e dice che vuole parlare con me. E comincia questa intervista, che dura 7-8 minuti, che mi spiega perché è arrabbiato con Ferlaino, perché vuole andarsene. Era un'intervista bellissima. Io il giorno dopo vado a Milano, dove dovevo montare il servizio. In aereo però Pizzul mi dice che dalla mezzanotte i giornalisti sono in sciopero. Io però vado in redazione e infatti quando dico che l'ho fatta a mezzanotte mi dicono che non può andare in onda perchè siamo in sciopero per tre giorni per il rinnovo del contratto nazionale. Se l'avessi fatta prima della mezzanotte italiana si poteva fare, ma comunque per tre giorni non si sarebbe potuta vedere. A sciopero finito hanno ritenuto che fosse 'bruciata' e che non potesse andare in onda perché fatta durante lo sciopero. E' stato un grande rimpianto, una delusione. Intervistare Maradona ed essere l'unico che ti parla dopo tanto tempo e vuota il sacco contro Ferlaino...".

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