Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / torino / Primo Piano
ESCLUSIVA TG – Avv. Pollano: “Non entrare domenica in Curva Maratona dovrebbe essere una forma di protesta condivisa. Baroni lo avrei esonerato dopo la sconfitta col Parma”
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

ESCLUSIVA TG – Avv. Pollano: “Non entrare domenica in Curva Maratona dovrebbe essere una forma di protesta condivisa. Baroni lo avrei esonerato dopo la sconfitta col Parma”

Davide Pollano è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Con Pollano, avvocato e presidente  dell’Associazione ToroMio, abbiamo parlato dell’iniziativa fatta dai gruppi organizzati della Curva Maratona che hanno deciso di lasciare vuota la curva per tutta la gara domenica in occasione della partita con il Lecce. Protesta nei confronti della gestione del club che negli anni ha svuotato il Torino di identità, ambizione e rispetto, con promesse non mantenute, mancanza di progettualità e la progressiva erosione dei valori granata che ha come conseguenza il galleggiare della squadra nella zona centrale della classifica quando va bene o, come in questo campionato, cercare di evitare di finire risucchiati fra coloro che lottano per non retrocedere in Serie B.

I gruppi organizzati della Curva Maratona hanno deciso di non entrare allo stadio domenica nella gara col Lecce come forma di protesta nei confronti della società. E hanno invitato anche gli altri tifosi del Toro che hanno abbonamenti e biglietto per vedere la partita in Maratona a fare altrettanto. Ma è possibile che ci saranno tifosi che vorranno comunque entrare e dal punto di vista legale nessuno potrà impedirglielo, vero?
“Sarebbe auspicabile che fosse una forma di protesta condivisa e che quindi non ci fosse bisogno di impedire o di consentire l'accesso. È ovvio che l'abbonato ha diritto a entrare, non esiste un organismo giuridico denominato Curva Maratona che possa impedirlo. Sarebbe brutto, come tifosi, non essere compatti in un evento di questo genere. Però dal punto di vista giuridico, se uno vuole entrare, ha un abbonamento o un regolare biglietto e quindi ha il diritto di entrare, non esiste una sorta di picchettaggio”. 

Infatti nella storia degli scioperi ci sono stati picchetti per impedire l’ingresso di chi comunque voleva lavorare. Ma se qualcuno domenica tentasse di fare altrettanto ci sarebbe l’intervento delle forze dell’ordine, giusto?
“Provare a fare un picchetto impedendo di entrare a chi ha regolare abbonamento o biglietto sarebbe un’azione illecita,  questo è poco ma scuro”.

Ma se i promotori dell’iniziativa decidessero di stare nei pressi degli ingressi e in modo del tutto pacifico, a parole, provassero a convincere chi volesse entrare a non farlo sarebbe fattibile?
“Questo è un altro aspetto. Ripeto, sarebbe auspicabile che fosse una manifestazione condivisa, che fosse un segno di compattezza della Curva o dello stadio, anche se l’iniziativa è stata promossa solo dalla Curva Maratona.  Certo che se uno sta vicino all'ingresso e cerca di persuadere il tifoso che vuole entrare della motivazione per la quale si è scelto di astenersi dal tifo in questa giornata, sarebbe assolutamente legittimo e chi lo facesse non incorrerebbe nessun tipo di violazione né civile né penale”. 

E quindi le forze dell'ordine non potrebbero neanche chiedere a eventuali dissuasori i documenti e men che meno fermarli?
“Assolutamente non potrebbero, perché se tu vuoi entrare allo stadio e io ti dico, ma Elena cosa fai? Perché vai a sostenere questi giocatori? È la mia opinione, poi tu sei libera di cambiare opinione e non entrare o entrare comunque.  L'importante è che io non ti impedisca l'accesso. Ricordo un precedente di un po’ più di un anno fa in occasione di un Torino-Sassuolo con una sorta di sciopero del tifo per i primi 15 minuti della partita e con il centro della Curva Maratona vuoto che poi, dopo il tempo stabilito, si riempì. Se non ricordo male furono comminati dei Daspo che poi furono revocati, ma non seguii io quella vicenda, seguita invece da miei colleghi, e quindi ho solo qualche ricordo di quegli avvenimenti”.

Il Torino Fc sapendo che per tutta la partita una parte dei tifosi della Curva Maratona non entrerà allo stadio potrebbe vendere un certo numero di quei biglietti?
“No, perché quei posti sono già stati venduti sotto forma di abbonamenti o biglietti e sono nominativi e numerati, quindi non possono essere venduti due volte e non può assolutamente esistere una sorta di overbooking”.

Tra l’altro il Torino Fc ha scritto una lettera a chi ha abbonamento o il biglietto per assicurare che possono entrare. Cosa pensa di questo?
“Secondo me, la lettera che il Torino ha mandato agli abbonati e a chi aveva già preso il biglietto per la partita dopo l’annuncio da parte dei gruppi organizzati dei tifosi di non entrare in Curva Maratona è stata abbastanza inopportuna. Penso che  la maggior parte dei tifosi non entrerà domenica in curva. Però qualcuno entrerà perché magari ha voglia di andarci, vuole portarci il figlio o chissà per quale motivo. Fossimo stati come una volta, negli anni ‘70-’80, quando i capi della Curva dicevano di non fare una cosa tutti si adeguavano e obbedivano e nessuno discuteva. Oggi tanto sappiamo che non è più così perché i tempi sono cambiati. Per questo ritengo che quella lettera del Torino Fc sia stata un'uscita poco utile. Non so se la società si sia voluta tutelare nel caso qualcuno potesse pensare di fargli causa per non aver fatto niente per impedire un qualcosa che non è ancora neanche successo. Nemmeno un avvocato potrebbe arrivare a pensare questo. E’ stato un po' come buttare benzina sul fuoco per l'ennesima volta”.

Lei è anche un tifoso del Toro, a prescindere che lei va allo stadio in un altro settore, ma domenica aderirà alla protesta dei gruppi del tifo organizzato?
“Io sono abbonato in tribuna e devo dire che per mia forma mentis sono fra quelli che sostengono la tesi della contestazione dentro lo stadio piuttosto che lasciare lo stadio vuoto perché, secondo me, serve a poco. Detto ciò, questo weekend avevo già un altro impegno e non sarei comunque andato a vedere Torino-Lecce. E alla luce delle ultime partite del Torino mi spiaceva molto meno non poter andare allo stadio”.

Non sarà allo stadio, ma che prestazione e risultato si aspetta dal Torino fra due giorni?
“Che prestazione mi aspetto è una domanda a cui è veramente difficile rispondere visto l’andazzo di quest'anno. Comunque mi aspetto che il Torino vinca perché se non accadrà la situazione diverrà molto, molto critica poiché sostanzialmente vedo che si stanno staccando le altre squadre che erano nella zona grigia. La Fiorentina credo che si risolleverà velocemente seppur abbia molti problemi, però ha una rosa superiore a quella di chi lotta per la salvezza. Rimangono quindi a rischio il Verona, il Lecce e il Pisa. Vedo anche un po' malino la Cremonese, ma confido in Nicola. E poi ci siamo noi e il Genoa, tante altre squadre a rischio non ne vedo. Sono situazioni che abbiamo già vissuto sulla nostra pelle in precedenti retrocessioni. Penso che siamo un pochino più forti del Lecce, del Verona e del Pisa, però se incomincia ad esserci lo spogliatoio che si disunisce, l'ambiente in subbuglio e tutto il resto il rischio di fare un filotto negativo è molto alto, noi abbiamo già perso male le ultime quattro partite con Udinese, Atalanta, Roma e Como, e continuando si finirebbe dritti in Serie B”.

Nel malaugurato caso che il Torino non facesse risultato col Lecce o comunque pareggiasse in modo poco convincente, sarebbe il momento di cambiare l'allenatore?
“Sì, forse la società avrebbe già dovuto farlo. Poi per carità abbiamo una difesa che è quella che e che ha subito 40 gol in 22 partite ed è la peggiore della Serie A, però a me non ha convinto per niente Baroni”.

Chi potrebbe essere preso al suo posto?
“Thiago Motta direi proprio di no, anche se costasse  50.000 euro a stagione e non 5 milioni, perché è proprio un personaggio che è anti Toro, secondo me. Onestamente conosco poco D’Aversa, ma a naso forse potrebbe essere quello l’allenatore più indicato per traghettarci da qua alla fine del campionato e portare in porto la salvezza. Non ci sono tanti allenatori in giro adatti. Sarebbe auspicabile che il direttore sportivo scovasse un allenatore, magari non tanto di nome, come fu Camolese nel 2000, però giovane, motivato e che sappia gestire lo spogliatoio soprattutto e in grado di dare un'idea di gioco. Ho visto Como-Torino e la cosa più umiliante non è stata tanto il valore dei giocatori, ma vedere cosa i giocatori lariani sapevano fare. Uno come Vojvoda che ha giocato con noi per quattro anni e mezzo e alle volte era stato un giocatore imbarazzante, ma sabato sembrava un fenomeno sulla fascia e quindi forse tanto scarso non era, però i giocatori devi anche saperli far stare in campo. Quest'anno il Toro ha prende, se non ricordo male dieci gol su calcio d'angolo e sentire l'allenatore che dice noi facciamo il “castello” e Vlasic si trova a marcare Pellegrino, che è più alto di lui più di 10 centimetri e quindi segna, vuole dire c'è qualcosa che non capisco più nel calcio. Probabilmente io avrei esonerato Baroni proprio dopo quella sconfitta col Parma. Quella giustificazione dall'allenatore che non va bene. Se hai dei giocatori bravi di loro, va bene, ma se non li hai è più facile di quello che sembra. Anche sabato, abbiamo 400 tecnici, tattici e quant'altro e sapevamo che il Como gioca in verticale eppure abbiamo preso nei primi 20 minuti due gol che sono entrati come nel burro e tra l'altro uno la fotocopia dell'altro. Sembrava che non avessero mai visto il Como giocare, ma in casa nostra solo due mesi prima ci avevano rifilato 5 gol”.