ESCLUSIVA TG – Silano (tifoso del Toro): “Cairo è un muro di gomma e non sarà lasciare la Curva Maratona vuota a convincerlo a vendere il Torino, comunque rimarrò fuori e l’iniziativa è un bel segnale”
Giancarlo Silano, è uno storico tifoso del Toro mai tesserato con alcun club, ma figlio della Curva Maratona, è stato intervistato da TorinoGranata.it. Con Silano abbiamo parlato della protesta nei confronti del presidente Cairo dei gruppi organizzati della Curva Maratona che per la partita di oggi con il Lecce hanno deciso di non entrare allo stadio e hanno invitato anche gli altri tifosi a lasciare vuota la storica Curva del Toro. E poi abbiamo parlato del momento della squadra granata che dopo 22 partite è al 16° posto a sei lunghezze dalla terzultima e ha la peggior difesa della Serie A avendo incassato 40 gol.
Già all’andata il Torino perse contro il Lecce e arriva a questa partita dopo aver perso le quattro precedenti e in particolare l’ultima con il Como per 6 a 0. L’allenatore Baroni è a rischio esonero e la squadra è in ritiro da martedì. Da tifoso granata che cosa si aspetta da questa squadra?
“Premetto che sono abbonato in Curva Maratona dal 1968, l’abbonamento mi fu regalato da mio padre per essere stato promosso in prima elementare e non ho mai mollato. Scindendo il “cairismo” dall’“anti cairismo”, una spaccatura che si è creata all’interno della nostra tifoseria, io a tutte le partite sono sempre in Maratona e sono dell’idea che dobbiamo abbassare il mirino nel senso che abbiamo fatto qualsiasi cosa, coreografie, marce, cori e domenica si svuoterà la Curva, ma intanto Cairo non lo si è piegato e non se ne andrà fino a quando non avrà deciso di andarsene. Personalmente ho mollato questa “guerra” intestina fra di noi perché intanto lui, lo conosco personalmente, non andrà mai via fino a quando una mattina si sveglierà e dirà che è stufo e appunto solo allora se ne andrà. Il problema è che in 20 anni di presidenza, e fra qualche mese saranno 21, ha azzeccato in maniera non più che decorosa Ventura che aveva portato Petrachi, dopo l’esperienza di Pisa, e giocava con l’innovativo 4-2-4 e aveva almeno il merito di averci fatto prendere tanti giocatori giovani, Immobile, Belotti, Benassi, Baselli, Zappacosta, facendoli crescere e se anche il gioco non era la fine del mondo allenatore e direttore sportivo lavoravano in concerto e c’erano stati dei bei campionati e poi il primo anno di Juric, ma dopo il croato si è avvitato su se stesso percependo troppa responsabilità e si era arrogato l’onere di fare la campagna acquisti venendo stritolato poi da se stesso. Fu per me un grande dispiacere perché quando arrivò dal Verona mi garbava tantissimo, sono un gasperiniano e zemaniano convinto, uno che ama vedere giocare la palla essendo cresciuto con Giagnoni e Radice. Ho la sensazione che con Baroni sia stato scelto un allenatore assolutamente non adatto e lo considero il peggiore dell’era Cairo, pur avendo sbagliato più volte a scegliere l’allenatore. Peggiore pure rispetto a Gianpaolo. Baroni è scevro d’empatia, non cuore Toro, è iperaziendalista poiché si fa andare bene tutto dopo l’esperienza di Verona quando a gennaio gli smantellarono la squadra e lui riuscì ad evitare comunque la retrocessione e infatti fu in lizza per la Panchina d’Oro di quell’anno. Infatti si è guadagnato la nomea di essere un allenatore che si fa andare bene tutto ciò che le società gli danno. Non solo è un’aziendalista, ma non si dimetterà mai. E infatti dopo il 6 a 0 a Como non lo ha fatto, ma se avesse auto coscienza e rispetto per i tifosi avrebbe dovuto farlo. Faccio una domanda provocatoria, 10 sconfitte, 21 gol segnati e 40 subiti come si fa a non esonerare l’allenatore? Non lo si esonera poiché ha un contratto di due anni e quindi andrebbe pagato un anno e mezzo perché come altri che lo hanno preceduto dopo l’esonero non troverebbe un’altra squadra. Cairo questo lo sa per cui spera che con questa pseudo campagna acquisti di bissare ciò che era successo l’anno scorso con l’arrivo di Elmas e Casadei. E se dovesse mai arrivare Kapuadi del Legia Varsavia avremmo toccato il fondo nella totale assenza di idee e di gioco”.
Gli attuali giocatori hanno responsabilità secondo lei?
“Non so se passano le nottate nei night club, ma, ad esempio, vedevo sui social che Ngonge attorniato da belle ragazze e poi in campo era fra i peggiori e in più rideva. Non conosco le dinamiche dello spogliatoio. L’Inter ha sempre mandato Lazaro in prestito e poi noi lo abbiamo preso facendogli un contratto di tre anni e che giochi a destra o a sinistra è sempre fra i peggiori in campo. Detto questo, sono convinto che con Ngonge visto a Verona, Simeone, Zapata, Casadei, Asllani, Gineitis, Ismajli, Coco e Maripán la squadra avrebbe potuto avere 10 punti in più soprattutto se avesse avuto un allenatore come Gasperini o Italiano. Invece giocano tutti male e lo stesso Paleari dopo un buon inizio, quando aveva preso il posto a Israel, si è avvitato su se stesso, ma di questa situazione do la colpa all’allenatore che non è capace di portare i giocatori a vincere con continuità e a evitare disfatte come quella con il Como”.
I gruppi organizzati della Maratona oggi hanno deciso di disertare lo stadio per protesta, lei entrerà o starà fuori?
“Mi allineo e sto fuori. Sui forum ci sono due fronti: chi dice di entrare e contestare e chi di lasciare lo stadio vuoto. Io sono sempre entrato e sono andato a vedere a testa alta il Torino a Portogruaro, ad Amsterdam e a Madrid, a Nocera e sono cresciuto contestando le persone allo stadio guardandole possibilmente negli occhi, ma ciò che la tifoseria oggi non vuole capire è che tutto è cambiato. Margaro intervistato, proprio da te non tanto tempo fa, diceva che oramai non si può più fare nulla e se si sbaglia un coro o uno striscione o si dà uno spintone a qualcuno ti danno 5 o anche più anni di Daspo, devi andare tutte le volte a firmare e pagarti l’avvocato per difenderti. Ed è pacifico che se fossimo ancora negli anni ‘80-‘90 Cairo non sarebbe più il proprietario del Torino, erano stato contestati Pianelli, De Finis, Borsano. Quando fu venduto Lentini successe la “terza Guerra Mondiale”. Adesso non si può più fare come allora e Cairo lo sa benissimo per cui rimane. Quindi la mia idea è quella di continuare a contestare allo stadio, ma assolutamente rispetto ciò che è stato deciso e che si dà un forte segnale svuotando oggi la Curva Maratona. Anche se tutti sappiamo che la partita col Lecce è fondamentale, come lo fu quella con la Roma quando poi fu esonerato Vanoli. Tutto nasce dal non esonero dell’allenatore dopo la sconfitta per 3 a 0 con l’Atalanta in casa o il 5 a 1 del Como perché era già palese che la squadra pativa la totale confusione di Baroni. La Curva vuota è un bel segnale, ma non farà tanto bene ai giocatori che sono degli smidollati e che già sentono la continua contestazione. Io oggi non entrerò alla stadio, ma ho la consapevolezza che Cairo è un muro di gomma e non cambierà, continuerà a prendere giocatori negli ultimi giorni di mercato e rimarrà cercando di giocarsi una salvezza tranquilla e ad anelare il 10° posto come se fosse la Champions League. Cairo non cambierà mai e noi non possiamo farci nulla ecco perché dobbiamo allenarci ad abbassare i mirino e puntare sull’allenatore. La mia personale battaglia é: non è possibile che non sia stato esonerato Baroni. E quindi perdiamo la partita col Lecce, che è ben allenato e ha una bella squadra e ci ha giù battuti all’andata, anche se Asllani aveva avuto la possibilità di pareggiare se solo non avesse sbagliato a calciare il rigore. Perdiamo di nuovo anche con il Lecce e poi quando saremo terzultimi una volta che la Fiorentina ci avrà superati sono cavoli dell’allenatore. Ricordiamoci che anche Radice fu contestato nel 1988. Ormai c’è l’ossessione di contestare Cairo talmente grande che non fa più contestare nessun altro seppur responsabile. Anche Pioli a Firenze dopo tre-quattro sconfitte fu contestato e la società fu obbligata ad esonerarlo. E intanto allo stadio i tifosi cantano la canzoncina “Urbano Cairo devi vendere, vattene” e lui per tutta risposta ha parlato di acufene e la morale è che ci teniamo Baroni ”.
Ma se alla fine Baroni venisse esonerato la questione sarebbe: chi al suo posto?
“Le altre due volte che fu preso un allenatore non adatto arrivarono la prima volta Moreno Longo e ci salvammo alla penultima giornata e la seconda volta arrivò Davide Nicola e ci salvammo all’ultima. Adesso entrambi allenano altrove e quindi o prendi uno come D’Aversa che ha in media un girone decente a campionato e fargli sei mesi di contratto o per fare un altro nome Andreazzoli e l’altra opzione è investire su un allenatore facendogli un anno e mezzo di contratto e io sono un fan di Thiago Motta perché a Bologna e allo Spezia aveva fatto bene. Alla Juventus ha dimostrato di non essere un allenatore da top club, ma visto che noi siamo di fascia medio-bassa per noi sarebbe un buon allenatore oppure Tudor che a Verona aveva fatto bene dopo aver ereditato la squadra da Juric”.
Però Thiago Motta percepisce ancora dalla Juventus 5 milioni di euro a stagione e Tudor alla Juventus prima di rescindere ne prendeva 3, cifre ben distanti da quelle che elargisce Cairo. Difficile che si decurtino lo stipendio per avvicinarsi a quanto offrirebbe loro il Torino e se sono disposti a venire ad allenare il Torino.
“Tutto vero, ma non so quanti altri club importanti li chiamerebbero dopo aver fallito con la Juventus, penso che si siano ridimensionati. Altri allenatori appetibili che mi facciano strabuzzare gli occhi in giro non ne vedo. Mi piace Alvini del Frosinone, ma finora non ha ancora dimostrato niente. A meno che il continuare con Baroni non sia proprio dovuto al fatto che tra gli allenatori disoccupati non ci sia nessuno che convinca davvero. Io ho paura che se resta Baroni si retrocederà e i dati lo dimostrano”.
Il Torino in questo momento ha 23 punti e con altri 7 raggiungerebbe quota 40 che di solito basta per la salvezza e ha a disposizione, includendo la gara odierna, 16 partite per farli e non pare impresa impossibile.
“Sì, ma io temo l’aspetto mentale e psicologico della squadra. A Roma in Coppa Italia abbiamo fatto una partita che sembravamo l’Ajax di Cruijff e vedendo la partita sull’iPad, ero in ferie, ha avuto costantemente la percezione che avremmo vinto nonostante tutto e poi la domenica, cinque giorni dopo, e con lo stesso avversario si è vista una partita devastante e la sconfitta seguente con il Como è stata la conseguenza. La squadra in queste due gare ha dimostrato di non avere spina dorsale e lo stesso Vlasic che dopo il 6 a 0 con Como ha avuto il coraggio di andare in conferenza stampa dichiarando di aver giocato la più brutta partita della sua carriera è stato uno fra i peggiori in campo. Questo Torino è una squadra che si perde in un bicchiere d’acqua e non riesce a venire fuori da questa situazione. Ecco perché dico che mi spaventa perché ha le peculiarità delle squadre che nel passato sono retrocesse e non mi si venga a dire che saranno Obrador, Prati, Marianucci o Kulenovic a fare la differenza. Dopo il 6 a 0 ho visto Obrador abbracciare e ridere con Nico Paz, saranno amici ma almeno avere il buon senso di farlo negli spogliatoi e non sotto gli occhi di tutti. Ma non si tratta di Obrador, ho fatto solo un esempio. Tutti i giocatori sono irriconoscibili, l’anno scorso Anjorin all’Empoli non aveva fatto male”.
Anjorin e Ismajli hanno, purtroppo per loro, un pregresso di infortuni che doveva frenare dal prenderli, a prescindere dal loro valore. Ma nella migliore delle ipotesi questi infortuni pregressi sono stati sottovalutati.
“E’ tutto giusto, ma è proprio tutta la squadra a giocare male e sotto le proprie possibilità. Quando fu ceduto Bellanova alla fine lo si sostituì con Pedersen che era retrocesso con il Sassuolo eppure c’erano anche i soldi della cessione di Buongiorno per prendere qualche calciatore con maggiore qualità”.
Per concludere che messaggio si può dare al mondo granata?
“Noi tifosi non possiamo fare granché, anche se la contestazione di oggi a livello temporale mi sembra puntuale e fatta bene e spero solo che non demoralizzi ulteriormente la squadra che già è fragilissima di per sé. Lo ripeto, i tempi sono cambiati e Cairo non se ne andrà fino a quando non sarà lui a deciderlo, ma non si può solo fare i leoni da tastiera se vogliamo salvare il nostro Toro e neppure fare il gioco di Cairo contestando solo lui che tanto sa benissimo di essere intoccabile”.






