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PAROLA DI DS D'Agnelli: "Palla lunga su Zapata? A volte scelta obbligata"
Oggi alle 06:07Esclusive
di Redazione TG
per Torinogranata.it

PAROLA DI DS D'Agnelli: "Palla lunga su Zapata? A volte scelta obbligata"

Ogni lunedì, in esclusiva per Torinogranata.it, le riflessioni tecniche dell'esperto Direttore Sportivo Rino D'Agnelli

Casadei ha qualità offensive indiscutibili. È davvero così difficile integrarlo nel modulo del Toro?

"E' un giovane di prospettiva, questo è evidente. All’inizio della stagione è stato utilizzato da mezzala, poi l’equilibrio della squadra ha portato a preferire un profilo come Vlašić, più abituato a muoversi dentro la struttura tattica del Torino. Non è una bocciatura, è una scelta legata ai meccanismi della squadra e a scelte tecniche del mister giuste o sbagliate che siano. Il punto è trovare l’integrazione giusta. Casadei ha doti di inserimento che possono essere valorizzate anche da trequartista, soprattutto se si pensa a un sistema con più rotazioni tra i centrocampisti e la linea offensiva. Il Torino è una squadra codificata e chi entra deve imparare tempi, distanze e responsabilità senza perdere le proprie qualità naturali. Per un giocatore come lui, che vive di attacco degli spazi e presenza in area, avere libertà controllata sulla trequarti può essere una soluzione interessante. Ma va costruita con gradualità, perché ci vuole equilibrio collettivo, cosa che il Toro è obbligato a ricercare. L’importante è che il ragazzo stia crescendo, il gol di Napoli dimostra che quando entra, ha impatto. Ora si tratta di trasformare quell’impatto in continuità, trovando il ruolo più funzionale dentro la struttura della squadra".

Il lancio lungo su Zapata è stata l'unica strategia per gran parte della partita, troppo poco contro una squadra esperta contro il Napoli?

"Il lancio sul colombiano è stato sicuramente uno degli strumenti più utilizzate dal Toro a Napoli, ma va letto dentro il contesto della partita. Quando affronti una squadra esperta e con qualità come il Napoli, che palleggia bene e ti costringe spesso ad abbassarti, la palla diretta sul centravanti diventa una scelta obbligata per alleggerire la pressione e respirare. Zapata, per caratteristiche, è uno dei migliori in Serie A nel gestire questo tipo di palloni. Detto questo, è chiaro che affidarsi quasi esclusivamente a quella soluzione diventa limitante e obiettivamente ci si aspettava qualcosa in più come idee di gioco dal nuovo mister. Contro squadre di alto livello serve alternare: uscita dal basso, combinazioni sugli esterni, inserimenti delle mezzali. Il Toro ha l’organizzazione per farlo e contro la Lazio per alcuni versi lo ha fatto, ma in alcune fasi della gara è mancata la capacità di consolidare il possesso e dare continuità alla manovra. Però non la definirei una strategia 'sbagliata', perché ogni piano gara nasce da studio dell'avversario e da letture che poi devono essere messe in pratica in partita che ovviamente non è proprio come la teoria. È evidente però che, per essere più pericolosi contro squadre esperte e forti come il Napoli, servono più varianti e più qualità nel palleggio. Il Torino come detto non ha la qualità delle top, ma ha comunque i mezzi per provarci: si tratta di crescere nella gestione dei momenti e nel coraggio di proporre qualcosa in più quando si recupera palla"

Adams sembra scalato nelle gerarchie, calo fisico o involuzione tecnica?

"Lo scozzese secondo me ha avuto più di un infortunio muscolare e questo ne ha compromesso continuità, condizione e quindi peso nelle rotazioni. Per la verità il Toro, quest’anno, ha avuto diversi infortuni soprattutto nel reparto offensivo: quando la frequenza degli infortuni è alta, non è più solo sfortuna, ma un segnale che invita a rivedere non so per esempio i carichi di lavoro, la preparazione, la gestione e il recupero degli infortuni. Tecnicamente Adams non è involuto, ma la mancanza di continuità fisica e di ritmo ne ha ridotto l’efficacia, le prestazioni e di conseguenza la fiducia dello staff".