Torino, D’Aversa non fa miracoli: a Napoli la 14esima sconfitta in 28 giornate
Non è di certo al Maradona di Napoli che il Torino doveva cercare i punti salvezza, al massimo quelli sono obbligatori nel prossimo turno di campionato in casa contro il Parma. Il 2-1 con cui i granata sono caduti contro i campioni d’Italia in carica, però, paradossalmente è un risultato decisamente migliore rispetto alla prestazione offerta. Perché poteva finire peggio, soprattutto considerando che Alisson Santos l’aveva sbloccata dopo appena 7 minuti e la squadra di D’Aversa non dava la minima sensazione di pericolosità. Anzi, gli unici brividi procurati agli azzurri sono arrivati da incertezze di Milinkovic-Savic, prima su un tiro dalla distanza di Vlasic e poi su una punizione-campanile di Lazaro. Eppure l’allenatore aveva provato a dare un segnale di coraggio confermando in blocco l’undici anti-Lazio, compreso l’attacco formato da Simeone e Zapata più lo stesso fantasista croato.
In campo, invece, è sembrato un Toro timido, ma se non altro ha avuto la bravura di non uscire completamente dalla partita nemmeno dopo il 2-0, quando l’ennesima disattenzione difensiva di Lazaro, sovrastato nel gioco aereo da Politano che è alto 10 centimetri in meno di lui, ha permesso ad Elmas di realizzare il più classico dei gol degli ex. La rete di Casadei ha riacceso le speranze troppo tardi, anche se alla fine la squadra di D’Aversa avrebbe pure avuto la possibilità di trovare un clamoroso pareggio. Così non è andata, il Toro torna dal Maradona con la 14esima sconfitta in 28 giornate: è la media perfetta di una gara persa ogni due, con questi numeri è inevitabile essere ancora invischiati nella lotta per non retrocedere. Domani tutti gli occhi saranno su Lecce-Cremonese e Fiorentina-Parma: da queste sfide si capirà meglio a quanto può essere fissata la quota salvezza. E se a Napoli il Toro poteva anche perdere, venerdì prossimo contro il Parma è di nuovo vietato sbagliare.











