Zaniolo: "Europa un sogno, playoff e Mondiali un obiettivo. E vorrei rimanere all'Udinese"
Nicolò Zaniolo, attaccante dell'Udinese, è stato intervistato da Sky Sport il giorno dopo la vittoria per 3-0 contro la Fiorentina: "Era importante la vittoria, il gol è una cosa secondario. Ho aiutato la squadra con la palla a Kabasele, ora conta più quello che il singolo. E facendo partite di questo genere, ne benefici. Sono felice della vittoria di ieri, era importante dare una sterzata dopo il momento decisivo e le tre sconfitte di fila".
Lo schema dell'1-0 di Kabasele era stato studiato?
"Sì, lo proviamo il venerdì o il sabato in rifinitura. Il piano partita era questo, di portare il centrale sul secondo palo e io che dovevo mettere la palla lì. È andata bene e abbiamo sbloccato il match".
Come sta il ginocchio?
"Io sono uno che dà tutto, in quel momento ho voluto dare una mano a tutti i costi alla squadra, che stava vincendo. Poi per fortuna abbiamo vinto contro la Roma: ho dato tutto, sono al centro sportivo da mattina a sera, il duro lavoro paga sempre".
Si sente più maturo? Magari anche per la Nazionale.
"Ci tengo a precisare che io voglio maturare, più per la mia famiglia che per me stesso. Ho dei bambini e devo dare l'esempio, da uomo di casa. Prima come persona e poi come calciatore. Non nascondo che la maglia azzurra è un obiettivo, lo coltivo ogni anno. E so che con prestazioni del genere posso sperare in una chiamata. Se non succede, continuo a lavorare, ma l'obiettivo è essere al playoff e poi ai Mondiali".
Cosa ha trovato all'Udinese?
"Sin dall'inizio ho detto che ho una riconoscenza altissima, mi hanno dato una possibilità dopo due anni in cui ho giocato poco e male. Quest'estate sono stati tra i pochi a credere in me, facendomi sentire desiderato e amato, parte di un progetto. Al di là di cosa succederà, massimo rispetto, a tempo debito ci siederemo tutti insieme con la massima apertura mia, ma credo anche del club, per risolvere la situazione. Io qua sto bene e non cerco nient'altro".
Un segreto è anche Runjaic?
"Il mister mi sta trattando come un secondo figlio. Ho un rispetto totale per lui, è un allenatore molto forte e soprattutto una gran persona. Ti dice sia quando le cose vanno bene che male, senza troppi giri di parole: apprezzo le persone senza maschere. Sono felice di essere allenato da lui".
Con Davis vediamo una forte simbiosi.
"Keinan è un giocatore fortissimo, ci è mancato perché oltre ai gol fa un lavoro fondamentale per la squadra: tiene palla, lo picchiano e si rialza, dribbla. Uno così mancherebbe a tutte le squadre, siamo felicissimi che ieri sia tornato".
Sua moglie è stata una parte nel suo processo di crescita?
"Sara la conosco da 8-9 anni, non ha due figli ma tre. Il terzo sono io: è un angelo, mi sopporta e mi supporta anche quando le cose non vanno benissimo. Tanto di ciò che sto facendo quest'anno è merito suo, dei suoi sproni e della mano che mi dà".
L'Udinese può arrivare in Europa?
"Speriamo. L'obiettivo è questo, forse più un sogno. La squadra è forte, le ultime sconfitte ci hanno fatto perdere strada, ma nei prossimi anni possiamo fare cose belle. Le basi ci sono e anche solide".
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