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…con Massimiliano Mirabelli

…con Massimiliano MirabelliTUTTO mercato WEB
© foto di Carlo Butera
Alessio Alaimo
venerdì 8 aprile 2022, 00:00A tu per tu
Alessio Alaimo

“Quella contro la Macedonia è stata una sconfitta inaspettata, ma i problemi della Nazionale vengono da lontano. In Italia quando c’è un risultato negativo siamo bravi a puntare il dito contro tizio o caio. Abbiamo un ct all’altezza, un fenomeno. E una parte politica che sta lavorando veramente bene. Questa debacle non può intaccare le loro posizioni. Dobbiamo ricercare i problemi del nostro calcio altrove”. Così a Tuttomercatoweb il direttore sportivo del Padova, Massimiliano Mirabelli.

Il calcio italiano come può colmare il gap?
“Il nostro calcio è diverso da quello che si fa in Francia, in Belgio oppure in Inghilterra. Li giocano i giovani. Noi siamo indietro con le strutture. Ma immaginate se in ogni squadra italiana si arrivasse a far giocare sempre, ad esempio, sei calciatori italiani. Tutto il sistema sarebbe costretto ad investire sui settori giovanili. E in più i soldi rimarrebbero nel sistema Italia perché tutte le categorie dovrebbero prestare attenzione a formare meglio i giovani calciatori”.

Quale futuro immediato aspetta la Nazionale?
“L’Italia ha vinto l’Europeo e ha fatto un miracolo che ha nascosto i problemi. Se non ci diamo una regolata i problemi ci saranno ancora. Bisogna ricominciare da zero e non avere grandi aspettative per i prossimi Europei”.

È arrivato a Padova e ha portato a casa subito un trofeo. La Coppa Italia.
“L’abbiamo portata a casa ma ce la dobbiamo dimenticare velocemente. Dobbiamo pensare al futuro, cioè alla Giana Erminio che è una trappola pericolosissima. Se pensiamo partita dopo partita andiamo avanti. Altrimenti il sogno rischia di infrangersi”.

Il Sunderland, l’Inter, il Milan. Cosa ci fa a Padova in Serie C uno come lei?
“Sono a Padova ed è come se stessi facendo la Champions. È una piazza che ha fatto calcio a certi livelli, la società è ambiziosa. Questa esperienza la sto vivendo con entusiasmo”.

Perché ha scelto Oddo?
“Quando ero al Milan ricordo che a Udine ci mise in grossa difficoltà. Poi ho visto il percorso fatto a Pescara. Non guardo se ha subito qualche esonero. Bisogna avere coraggio. Oddo è bravo e lo sta dimostrando”.

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