Castellaneta sulla Superlega: "Sentenza storica. La UEFA adesso può solo cambiare le sue regole"
“È una sentenza storica, come fu quella Bosman. È stato inferto un colpo duro alle regole attuali. Onestamente non sono sorpresa. Fifa e Uefa sono considerate dal diritto europeo come associazioni d’impresa e in questo senso l’imposizione del divieto di organizzare competizioni, accompagnata da sanzioni come l’espulsione, risulta in contrasto con le norme sulla libertà di concorrenza. Quell’imposizione è a tutti gli effetti considerata abuso di posizione dominante”. Parla così dalle colonne del Corriere del Mezzogiorno Marina Castellaneta, professoressa ordinaria di Diritto internazionale e tra i massimi esperti della materia, commentando la decisione della Corte di Giustizia Europea che a riacceso le speranze di A22 Sports Management di veder nascere la Superlega.
“La Corte di Giustizia ha chiarito che lo sport è un’attività economica, come fu detto anche per la sentenza Bosman. Tranne che per qualche competizione in cui il vantaggio economico viene meno, certe condizioni, come quella della Uefa, possono essere poste, ma in modo proporzionale. Prevedere l’espulsione come sanzione non rientra in quest’ultima casistica. - prosegue Castellaneta - Le regole UE, basate sulla libera circolazione degli sportivi e sulla libera concorrenza, hanno valore per tutti indistintamente. Le norme hanno come effetto quello di favorire il mercato, ciò che vuole lo stesso pubblico. Con alcune garanzie di tipo sportivo per i club, si va quindi in questa specifica direzione”.
Quali possibilità di ribaltare la sentenza da parte della UEFA? Nessuna secondo la professoressa: “La Uefa, a questo punto, potrà solo cambiare le sue regole, nel rispetto delle condizioni imposte dalla Corte di Giustizia”.






