Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche

Il ruolo decisivo della madre dietro i successi di Davide Calabria

Il ruolo decisivo della madre dietro i successi di Davide CalabriaTUTTO mercato WEB
© foto di DANIELE MASCOLO
autore
Redazione TMW
Oggi alle 06:59Altre Notizie
Dietro i dieci anni di carriera con la maglia del Milan e i traguardi raggiunti nel calcio professionistico da Davide Calabria c'è, innanzitutto, una figura fondamentale: sua madre.

L'ex capitano rossonero, Davide Calabria, nel corso del suo intervento a Sky Calcio Unplugged, ha voluto dedicare un profondo ringraziamento alla sua mamma, riconoscendo che senza il suo supporto non sarebbe mai riuscito a giocare nemmeno un minuto in Serie A e che tutto ciò che possiede oggi è merito suo.

Il merito della madre e della famiglia nel suo successo come calciatore ha radici lontane, nate all'epoca dei primi provini con il Milan.
Il difensore ha ricordato che, dopo un primo tentativo a soli cinque o sei anni, la famiglia decise di non farlo trasferire a causa della giovanissima età.
La scelta definitiva di tentare l'avventura milanese arrivò a dieci anni, una decisione fortemente voluta e sostenuta proprio dai genitori.
I primi anni trascorsi sull'asse Brescia-Bergamo-Milano sono stati segnati da enormi sacrifici familiari.
Calabria ha descritto la dura routine di quel periodo: sveglia alle 5:20 del mattino per andare a scuola a Brescia, uscita anticipata alle 13:00 per pranzare velocemente con il cibo preparato dalla madre in automobile, e poi il viaggio verso Bergamo per prendere il pullman diretto al campo d'allenamento, con il rientro a casa previsto solo per le 20:00.

Un ritmo talmente logorante da spingere il calciatore, dopo il primo anno, a voler mollare tutto per trasferirsi in squadre più vicine a casa.
In quel momento di forte crisi, tuttavia, fu proprio la madre a farlo ragionare e a convincerlo a non arrendersi, permettendogli di continuare a inseguire il sogno nella sua squadra del cuore.
Pur ammettendo di non essere una persona particolarmente introversa o romantica, Calabria ha ribadito come sua madre sappia perfettamente che le deve tutto e che per lei ci sarà sempre.

Dalla polivalenza in campo all'esordio con Mihajlovic
Superate le prime difficoltà, legate anche a una struttura fisica all'epoca inferiore rispetto ai coetanei, Calabria ha costruito la sua carriera sulla superiorità tattica e tecnica. Decisivo è stato lo spostamento sulla fascia a sedici anni sotto la guida di Pippo Inzaghi.
Questa duttilità lo ha portato a ricoprire diversi ruoli – mediano, mezz'ala e terzino su entrambe le fasce – una polivalenza rivelatasi preziosa anche con allenatori come Gattuso e Pioli.
Il passaggio definitivo in prima squadra è avvenuto sotto la gestione di Sinisa Mihajlovic, che dopo un'ottima tournée estiva lo convinse a non andare in prestito, assegnandogli un posto nello spogliatoio accanto a Gianluigi Donnarumma nell'anno del debutto di quest'ultimo come titolare.

Tonali e Italiano
L'intervista ha toccato anche il rapporto con l'ex compagno di squadra Sandro Tonali. Calabria ha dichiarato di non essere sorpreso dal potenziale interesse di un club prestigioso come il Manchester United per il centrocampista, definendolo un giocatore di livello superiore e dalle doti fisiche incredibili, ammettendo che, a differenza sua che non avrebbe mai lasciato il Milan, Tonali ha fatto la scelta giusta per la propria carriera.

Parole di grande stima sono state espresse anche per Vincenzo Italiano, suo allenatore ai tempi del Bologna. Calabria lo ha definito un tecnico da grande piazza, non escludendo però una sua permanenza in rossoblù a fronte di un mercato importante, in un ambiente da lui descritto come bellissimo.

Il retroscena della sfida contro il Milan e il capitolo Nazionale
Proprio riguardo all'esperienza al Bologna, il difensore ha svelato un retroscena di spogliatoio: in occasione della prima sfida contro il Milan, Italiano avrebbe voluto escluderlo per proteggerlo dalle pressioni emotive.
Una scelta che Calabria ha ammesso di aver preso inizialmente sul personale e non aver gradito, forte di una corazza costruita in dieci anni di milanismo che lo spingeva a voler scendere in campo a tutti i costi per dimostrare il proprio valore.
La rivalità sportiva si è riaccesa in occasione della finale di Coppa Italia vinta con il Bologna contro i rossoneri.
Un momento vissuto con sentimenti contrastanti di amore e odio: pur avendo desiderato fortemente quel trofeo, tanto da aver appeso immagini della coppa ovunque e preparato i festeggiamenti in anticipo, il difensore ha confessato di aver provato un briciolo di amarezza e di aver preferito consolare i suoi ex compagni prima ancora di festeggiare il meritato trionfo del Bologna.
Infine, il calciatore ha espresso la propria opinione sul capitolo Nazionale, parlando di alcuni errori di gioventù ma ribadendo la convinzione di aver meritato la convocazione quando era titolare nel Milan.
Calabria ha confessato di non essersi mai sentito pienamente parte del gruppo azzurro a causa di alcune scelte tecniche e della sfortuna legata a due infortuni concomitanti con le chiamate, concludendo con una riflessione sulla necessità che la Nazionale si basi esclusivamente sulla meritocrazia.

Fonte Sky Calcio Unplugged
Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile