Lettore instancabile, allenatore di successo: la Germania mette nel mirino Dambrauskas
Valdas Dambrauskas nel mirino della Germania.
Ha conquistato trofei in cinque Paesi diversi, vincendone più di una dozzina nel corso della sua carriera da allenatore. Campionati e coppe portano il suo nome. Oggi il nome del tecnico lituano è associato soprattutto ai titoli conquistati e ai riconoscimenti ricevuti.
È nato quasi cinquant'anni fa a Pakruojis, in Lituania, quando il Paese faceva ancora parte dell'Unione Sovietica, e già da bambino ha dovuto confrontarsi con le vere difficoltà della vita. È cresciuto in una famiglia operaia con pochissime possibilità economiche. Suo padre, affetto da alcolismo, lavorava nell'edilizia, mentre sua madre era cuoca in una mensa.Quando Valdas aveva appena undici anni, il padre morì, lasciando la madre sola a crescere quattro figli. La sua infanzia fu segnata soprattutto dalla lotta quotidiana per sopravvivere. In quegli anni difficili trovò rifugio soltanto nella lettura e negli scacchi, che gli permisero di evadere almeno in parte dalla realtà.
Nel 2002, a venticinque anni, partecipò a un quiz televisivo lituano basato sulla cultura generale.
Vinse 4.000 litas, una somma che all'epoca equivaleva a circa 280.000 fiorini ungheresi.
Con quel denaro e con un solo zaino partì per l'Inghilterra, a migliaia di chilometri da casa, inseguendo un futuro migliore. Fu lì che iniziò a formarsi come allenatore, maturando esperienza nei settori giovanili di Fulham, Manchester United e Brentford. La sua prima esperienza da allenatore di una prima squadra arrivò nel 2007, sulla panchina dei Kingsbury London Tigers. Non aveva alle spalle una carriera da calciatore di alto livello, né un cognome famoso o una rete di conoscenze già costruita.
Una delle caratteristiche che più lo contraddistinguono è il modo in cui affronta ogni esperienza all'estero.
Legge libri locali, guarda film, studia la storia, la cultura e l'identità del Paese in cui lavora.
Non si limita ad allenare una squadra di calcio, ma cerca di comprendere davvero le persone con cui lavora e la realtà che rappresentano.
Fin da bambino è un lettore instancabile. Durante il lockdown della pandemia riuscì a leggere diciannove libri in un solo mese.
Tra tutti i suoi successi, considera uno dei più grandi non un trofeo, ma il fatto che entrambi i suoi figli amino leggere. La sua altra grande passione sono gli scacchi.
La sua storia personale spiega perfettamente perché oggi venga considerato un allenatore colto, aperto mentalmente e dotato di una visione speciale. È così alcuni club tedeschi stanno prendendo appunti. Ma nel suo futuro potrebbe anche esserci l’Italia, mesi fa attraverso TMW non aveva nascosto la sua voglia di misurarsi nel nostro campionato.






