TWITCH - Mario Fontanella, primo italiano in Bahrein: "Vi racconto la mia vita qui"
Mario Fontanella, attaccante italiano dell’Al-Muharraq, nel massimo campionato del Bahrein, è intervenuto sul canale Twitch di Tuttomercatoweb per parlare della sua avventura nel Golfo Persico. “Il tutto è nato perché a La Valletta, dove avevo un altro anno di contratto, il mio club non navigava in acque buonissime e quindi, per aiutarli, ho deciso di trovare una nuova squadra. Dell’Al-Muharraq mi ha affasciato il fatto che il presidente mi seguisse dal 2019: ho ricevuto offerte ogni anno e, alla fine, ho ritenuto che questo fosse il momento giusto per accettare.
Un esperienza personale e professionale. "Dopo le mie esperienze nelle serie minori in Italia, e dopo gli anni a Malta, posso dire che il livello qui è più alto. La differenza la fa la qualità degli stranieri che arrivano qui. Il calcio è diverso, la mentalità pure, in tutto, e il calciatore straniero deve fare la differenza e, quindi, se le cose vanno male, è lo straniero il responsabile. E’ un campionato con pochi gol segnati, il capocannoniere mediamente è colui che segna 10-12 gol, per cui, personalmente, da attaccante, qualcosa mi toglie, ma il campionato è equilibrato: a 6 gare dalla fine abbiamo lo scontro diretto con la prima in classifica, il destino è nelle nostre mani.
Il tuo adattamento è stato immediato? "Venendo già da un esperienza all’estero sono stato avvantaggiato, ma chiaramente bisogna adattarsi. Le preghiere durante gli allenamenti, per esempio. Non esistono ritiri, su alcune cose non sempre il livello è da professionisti. Da fuori tutti pensano che in Bahrein sia tutto facile, ma non è così, anche perché per qualsiasi risultato negativo vengono da te, in quanto straniero professionista, a chiedere e pretendere spiegazioni. Gli ultimi 2-3 mesi non sono stati facili, sotto questo punto di vista. L’esperienza, comunque, è bellissima, ho promesso al presidente di vincere il campionato, e quindi ci proveremo fino all’ultimo".
La tua è stata una prospettiva privilegiata per due eventi: il mondiale in Qatar e l’approdo di Cristiano Ronaldo in Arabia Saudita. "Il Mondiale è stata un’esperienza bellissima. Uno dei componenti dello staff della Nazionale dell’Ecuador, Nicolas Chiesa, è uno dei miei migliori amici, quindi avrei voluto andare a trovarlo, ma in quel periodo in Bahrein il campionato non si è mai fermato. Da luglio abbiamo alternato lunghe soste a periodi in cui abbiamo giocato, per noi professionisti non è semplice adattarsi. I Mondiali, soprattutto per la vittoria dell’Arabia Saudita sull’Argentina, sono stati qualcosa di straordinario. A proposito di questo, l’Arabia è in enorme espansione e, calcisticamente, ha un livello altissimo. Essendo fan di Messi e Ronaldo la prima cosa che ho detto a mia moglie, scherzando, è stata: ‘qualunque sia la categoria, il prossimo anno voglio giocare lì’!".
Hai cominciato la tua carriera nelle giovanili nel Napoli. Sei tifoso del Napoli. E quest’anno gli Azzurri stanno scrivendo la storia… Quando giochi all’estero, e sei tifoso, senti ancor di più la tensione. Qui in Bahrein ci sono molti tifosi del Milan, ci prendiamo spesso in giro, ma sotto questo punto di vista è l’anno perfetto per me, perché il Napoli sta vincendo quasi sempre! Quello che fa andare oltre è l’entusiasmo, non sono casuali questi risultati: mentalmente la squadra è spensierata e sono convinto, con la dovuta scaramanzia, che il Napoli, anche in Champions, potrà andare fino in fondo".
Dall’estero come vedi la Serie A? E’ un momento contraddittorio, tra risultati delle italiane in Europa e le difficoltà di Mancini nelle convocazioni… "Sono molto contento per Andrea Compagno, che è stato pre-allertato da Mancini. In Italia siamo abituati ad avere campioni, ma oggi non ce ne sono, e sono contento per chi, magari partendo da campionati minori, può avere la possibilità di fare qualcosa di importante. Scherzando, a volte, con mio padre, dico che, se avessi avuto 6-7 anni in meno, magari sarebbe toccato anche a me!".






