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Fontanella: "Qualcuno mi dava per finito, ma ho superato i 100 gol a Malta e non ho ancora finito"

Fontanella: "Qualcuno mi dava per finito, ma ho superato i 100 gol a Malta e non ho ancora finito"
Francesco Benvenuti
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Francesco Benvenuti
Oggi alle 10:12Calcio estero

37 anni e non sentirli. Dopo i 12 gol con la maglia dello Zabbar St. Patrick nell'ultima edizione della Premier League di Malta, Mario Fontanella si appresta a vivere la decima stagione della sua carriera nell'isola del Mediterraneo, dopo le precedenti esperienze con Floriana e Valletta. Forte di un traguardo individuale raggiunto, ma anche di una voglia di incidere e segnare tutt'altro che sopita.

Fontanella, il 2026 è stato sinonimo di un traguardo personale di grande livello: ha raggiunto (e poi superato) i 100 gol nel massimo campionato maltese. Adesso sei a quota 108.
È una grande soddisfazione. Io dico sempre la stessa cosa: per un giocatore che viene dall'estero farsi apprezzare in un altro campionato è qualcosa di non scontato. Qui mi trovo a casa: sono mezzo maltese ormai (ride)! Voglio continuare a segnare, fare ancora tanti gol: mi sento ancora bene.

L'ultima stagione per lo Zabbar è stata più che complessa, con una salvezza raggiunta proprio all’ultima partita.
Prima di tutto mi sento di ringraziare pubblicamente lo Żabbar. Ero reduce da tre anni nei Paesi Arabi e a 36 anni la gente pensava che ormai avessi smesso, nonostante avessi fatto bene nei tre anni in Bahrain e Kuwait. Quindi ci tengo a ringraziare il club e Fabio Muscat, il vicepresidente, che mi ha fortemente voluto. Ero consapevole delle difficoltà, la nostra comunque era una rosa giovane, con pochi giocatori esperti. La salvezza è arrivata all'ultimo respiro, nei play-out ci siamo salvati all'ultima partita, all'ultimo secondo dei tempi supplementari. Lo Żabbar ha festeggiato come fosse uno scudetto, ma del resto sono comunque risultati storici. Sono felice perchè poi in estate sono stato il primo a esser stato riconfermato: a volte l'età non è tutto.

A proposito della tua esperienza tra Bahrain e Kuwait: che cosa le ha lasciato?
È stata un’avventura bella e difficile. Il valore economico ha fatto la differenza, inutile negarlo. Sono stato fortunato a aver potuto vivere quella esperienza insieme alla mia famiglia e non da solo. Ho trovato un contesto con non più di quattro-cinque stranieri per rosa e dove si gioca un calcio molto individuale: io non sono quel tipo di giocatore, anche se in Bahrain sono arrivato secondo con l’Al-Muharraq e in Kuwait con l’Al-Yarmouk ho vinto un campionato e un titolo di capocannoniere. Avrei potuto rientrare proprio in Kuwait, ma per la guerra ho preferito declinare, anche perchè comunque mi sono trovato bene nello Zabbar e sono felice di essere rimasto

Che obiettivi ha il club in questa stagione?
La squadra è ancora più giovane dell'anno scorso. Nell’ultima amichevole c’erano tutti calciatori di 18-19 anni, poi c’era un mio compagno di 28 anni e io, con i miei 37 anni. Ho rovinato l’etá media! Scherzi a parte, la politica è quella, ma i giovani possono anche sorprendere in positivo. Speriamo non ci sia da soffrire fino all’ultimo come l’anno scorso.

Ormai è un veterano del calcio maltese: dal suo punto di vista il campionato sta crescendo? E di conseguenza come vede la nazionale di Malta, che tra l'altro ha un CT italiano come De Leo?
Il livello quest’anno si alzerà tanto perché i budget sono decisamente saliti. Lo Sliema, per esempio, ha recentemente acquistato Teddy Teuma, ex Reims in Ligue 1. Ma come lui ci sono tanti altri giocatori in arrivo: il campionato sicuramente sarà più competitivo. Per quanto riguarda la Nazionale, Malta ha la fortuna di avere un allenatore fimportante come De Leo, ma anche lo staff è preparato, con Valdifiori e non solo. E poi hanno attuato la politica che iniziò Mangia, cioè prendere giocatori con origini maltesi o dando loro un passaporto per meriti sportivi. All’epoca, quando se ne parlò anche per me, sembrava quasi uno scandalo, ma non è così. Vedo il movimento in crescita, anche se ovviamente non sarà facile progredire.

A livello individuale che obiettivi si pone per questa stagione?
Cercare di fare il meglio possibile per lo Żabbar, e nel mio piccolo di restare ancora nella storia: quando poi smetterò di giocare spero la gente possa ricordarsi di me e di quello che ho fatto. Nella mia carriera ci sono riuscito bene o male sempre, allo Żabbar cercherò di fare lo stesso. Quando le cose vanno bene per la squadra, uno che ha sempre fatto gol alla fine i gol li fa, questo non mi preoccupa.

L'ultima domanda non è per il calciatore Fontanella, ma per il tifoso (e prodotto del settore giovanile) del Napoli Fontanella: che aspettative ha per questo nuovo Napoli targato Allegri?

Non sono un fan del gioco delle squadre di Allegri, ma a me piace vincere. E Allegri è un vincente. E da giocatore ti dico: se giochi male ma vinci va bene lo stesso. Il calciomercato è ancora bloccato, anche se la squadra comunque è di per sè buona. Per vincere il campionato, però, quest'anno penso serva qualcosina in più, qualche acquisto in più: del resto, inutile nascondersi, se arrivi costantemente tra le prime tre vuol dire aver costruito le varie rose con l’obiettivo di vincere. E quello è l’obiettivo del Napoli.

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