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Grazie di tutto Gasp, ma i tre punti restano qui: la notte della maturità (e del predestinato Scalvini)
Oggi alle 00:00Primo Piano
di Lorenzo Casalino
per Tuttoatalanta.com

Grazie di tutto Gasp, ma i tre punti restano qui: la notte della maturità (e del predestinato Scalvini)

C'è una legge non scritta nel calcio, crudele e bellissima allo stesso tempo: tornare dove si è stati felici è un rischio, ma sfidare la propria creatura lo è ancora di più. Gian Piero Gasperini lascia Bergamo con una verità in tasca che brucia forse più della sconfitta: «Gli applausi a te, i 3 punti a me». Doveva essere la notte dei sentimenti, dei fazzoletti bagnati e della nostalgia canaglia. È diventata la notte della maturità feroce dell'Atalanta di Raffaele Palladino.

Niente tappeti rossi, se non quelli srotolati metaforicamente dai nostri centrocampisti. L'accoglienza è stata civile, gli striscioni con frecciatina («Una bella storia si giudica anche dal finale»), ma al fischio d'inizio il passato è evaporato. La Dea ha dominato una Roma fragile e confusa, impartendo una lezione di pragmatismo nerazzurro che profuma di Europa che conta.

Il destino bussa al minuto 12: bentornato Giorgio. Le favole, quelle belle, hanno sempre un protagonista inatteso. O meglio, attesissimo. Giorgio Scalvini tornava titolare dopo 111 giorni di calvario e ci ha messo appena 12 minuti per prendersi tutto: la scena, la gloria e i tre punti. Il suo gol, nato da una mischia e da un'uscita a vuoto di Svilar, non è solo una rete. È un urlo liberatorio. È il futuro che sbatte la porta in faccia al passato. Dietro è stato una sentenza, davanti decisivo: se questo è il rientro, allacciate le cinture.

Palladino scacco matto: la mossa Zalewski e la redenzione di Jimmy. Se in campo Scalvini ha fatto il fenomeno, in panchina Palladino ha incartato il Maestro. La mossa di piazzare l'ex Nicola Zalewski trequartista aggiunto ha mandato in tilt il sistema giallorosso. Il polacco, elettrico e velenoso contro i suoi vecchi colori, ha spaccato la partita. E che dire di Berat Djimsiti? Dopo l'incubo contro l'Inter, serviva una risposta da uomo vero. È arrivata: salvataggio sulla linea che vale un gol e prestazione monumentale. Cadere e rialzarsi: questo è lo spirito Atalanta.

Gasp, il VAR e quel gol strozzato. Gasperini, fedele al personaggio fino in fondo, nel post-partita ha puntato il dito contro l'episodio del gol (contatto Scalvini-Svilar), parlando di dubbi enormi sul VAR. Ci sta, fa parte del gioco delle parti. Ma la verità è che l'Atalanta ha prodotto molto di più, vedendosi annullare un raddoppio splendido di Scamacca per un fuorigioco millimetrico che ci ha strozzato l'urlo in gola.

La Roma torna a casa con i dubbi, noi restiamo alla New Balance Arena con le certezze. Abbiamo battuto la miglior difesa del campionato dominando il gioco. Abbiamo salutato il vecchio condottiero con affetto, ma gli abbiamo fatto capire che la Dea corre veloce anche senza di lui. Avanti così.

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