Missione G8, la Dea ha il destino (e i numeri) dalla sua: in Belgio serve il colpo del k.o.
In una Champions League che assomiglia sempre più a un ottovolante impazzito, dove la matematica degli algoritmi cerca invano di imbrigliare l'imprevedibilità di un rimbalzo sull'erba, l'Atalanta si ritrova a essere l'ago della bilancia del calcio italiano. A novanta minuti dal termine di questa maxi-fase a gironi, con trentadue squadre ancora teoricamente in corsa per qualcosa, la Dea è l'unica nostra rappresentante a poter guardare l'orizzonte del "G8" (le prime otto qualificate direttamente) con una percentuale di speranza che non sia puro miraggio. Se Inter e Juventus annaspano nei calcoli e il Napoli vive l'incubo di una finale anticipata, i nerazzurri hanno nel mirino un obiettivo che trasformerebbe una stagione ottima in leggendaria.
L'ALGORITMO DELLA SPERANZA - Secondo i supercalcolatori di Opta - esamina e riporta La Gazzetta dello Sport -, le chance di vedere un'italiana volare direttamente agli ottavi senza passare dalle forche caudine dei playoff sono ridotte al lumicino, ma quel lumicino porta i colori di Bergamo. L'Atalanta è accreditata di un 13,4% di possibilità di centrare l'impresa: una cifra che può sembrare esigua in valore assoluto, ma che diventa gigantesca se paragonata al misero 7% scarso concesso a Inter e Juventus. La squadra di Raffaele Palladino, insomma, è quella messa meglio ai blocchi di partenza dell'ultima giornata. Non è un "all-in" alla cieca, ma una lucida opportunità statistica.
BRUXELLES COME UN PRIMO PLAYOFF - Il calendario offre un assist che va, questa volta, sfruttato senza pietà. Mentre il Napoli trema ospitando il Chelsea e le strisciate devono sudarsi i punti in trasferte complesse (Monaco e Dortmund), l'Atalanta vola in Belgio per sfidare l'Union Saint-Gilloise. L'avversario ha perso tre gare su tre in casa, ma attenzione a sottovalutare l'impegno: la recente lezione impartita dall'Athletic Bilbao (che doveva essere "alla portata" ed è arrivato decimato) brucia ancora. La trasferta belga non è una gita, ma un vero e proprio sedicesimo di finale anticipato. Vincere è l'unico imperativo per alimentare il sogno del G8 o, nella peggiore delle ipotesi, blindare una posizione di lusso per il sorteggio degli spareggi.
L'INCUBO INGLESE E IL TESORO IN CASSA - A rendere tutto più complicato c'è il dominio incontrastato della Premier League, che piazza cinque squadre nelle prime otto attuali. Un'egemonia tecnica ed economica che spaventa l'Europa intera. Eppure, l'Atalanta ha dimostrato di saper stare in questo salotto nobile non solo sul campo, ma anche nei libri contabili. Il percorso fatto finora ha già garantito alle casse societarie circa 51 milioni di euro (poco meno della Juve, ferma a 53, e più del Napoli a 46). Una pioggia di milioni che conferma la bontà del progetto sostenibile dei Percassi e di Pagliuca, capace di generare ricchezza attraverso i risultati e non solo con il blasone.
ULTIMA CHIAMATA PER LA STORIA - Il destino è lì, a portata di mano. Se il Napoli rischia di diventare una mina vagante nei playoff (con il pericolo di derby fratricidi all'orizzonte), l'Atalanta ha il privilegio di poter ancora scrivere il finale migliore possibile. Saltare il turno di febbraio sarebbe un "dessert raffinato" dopo un girone vissuto da protagonisti. I conti si faranno alla fine, ma presentarsi all'ultimo appuntamento come la migliore delle italiane è già una vittoria. Ora, però, serve che il campo confermi ciò che l'algoritmo suggerisce.
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