La missione Mondiale di Gattuso parte da Bergamo: il caso Chiesa, le scelte per l'attacco e il patto d'acciaio
Il destino dell'Italia calcistica passa per le mani e la grinta di Gennaro Gattuso. La Nazionale azzurra si è radunata sui campi di Coverciano con la testa rivolta unicamente al vitale spareggio contro l'Irlanda del Nord, una sfida che non ammette appelli per staccare il biglietto verso i prossimi Mondiali. Tra forfait dell'ultimo minuto, defezioni fisiche e un gruppo da cementare, il commissario tecnico traccia la via maestra senza cercare alcun alibi per caricare l'ambiente a mille.
IL CASO CHIESA E LA CARTA CAMBIAGHI - L'avvicinamento al match ha subito registrato un inatteso scossone nel reparto offensivo. Dopo aver sperato fino all'ultimo di poter contare su Federico Chiesa, assente in maglia azzurra dalla sfortunata parentesi europea del 2024, il selezionatore ha dovuto prendere atto della rinuncia dell'attaccante del Liverpool. Una decisione maturata di comune accordo, dettata non tanto da impedimenti clinici quanto da una condizione psicofisica ritenuta non all'altezza della durissima pressione. «Se non si sente pronto, inutile insistere. Non possiamo fare i kamikaze e buttare la gente nella mischia perdendo un elemento magari dopo cinque minuti», ha chiosato pragmaticamente l'allenatore. Al suo posto è stato precettato Nicolò Cambiaghi, preferito a profili come Riccardo Orsolini e Daniel Maldini per garantire duttilità e strappi a partita in corso.
L'INFERMERIA E LA DEDIZIONE DEL GRUPPO - Le prime sedute di allenamento hanno visto il gruppo lavorare a ranghi ridotti, con quattordici effettivi impegnati sul prato principale e gli acciaccati a sudare a parte. Sotto stretta osservazione medica restano pedine fondamentali come Alessandro Bastoni, Sandro Tonali, Gianluca Mancini, Riccardo Calafiori e l'attaccante dell'Atalanta Gianluca Scamacca, frenato da una noia all'adduttore. Eppure, lo spirito di sacrificio regna incontrastato – come riferisce La Gazzetta dello Sport – testimoniato dall'encomiabile dedizione di Mateo Retegui. Il centravanti ha rinunciato alle vacanze anticipate dopo la sospensione del campionato in Qatar, rientrando in Italia in solitaria con un preparatore federale per farsi trovare tirato a lucido per la chiamata tricolore.
IL FATTORE BERGAMO E LA TESTA SGOMBRA - Per la partita che vale una fetta di carriera, il timoniere azzurro ha curato ogni minimo dettaglio, visionando centinaia di gare per studiare l'Irlanda del Nord. Una squadra ruvida, letale sui calci piazzati, che andrà affrontata con enorme lucidità e senza quell'ansia da prestazione che ha condannato l'Italia nella nefasta sfida interna contro la Norvegia. La scelta della sede lombarda non è assolutamente casuale: la New Balance Arena rappresenta il catino infuocato perfetto per spingere la squadra alla vittoria. «La decisione è stata mia e dico grazie al presidente Gabriele Gravina per averla appoggiata», ha rivelato il mister, ricordando la calorosa e incondizionata accoglienza ricevuta dall'esigente pubblico bergamasco nel recente passato. Meno stress e più attributi: i campioni d'Europa sono chiamati a ritrovare la spensieratezza smarrita.
La parola d'ordine resta fare quadrato. L'Italia è pronta a gettare il cuore oltre l'ostacolo, trasformando le fisiologiche tensioni pre-gara nel carburante decisivo per riprendersi il posto che le spetta nell'Olimpo del calcio.
© Riproduzione Riservata






