Il colosso di Zingonia spaventa l'Italia: Kolasinac è l'arma segreta della Bosnia per spegnere il sogno azzurro
La strada che separa l'Italia dal prossimo Campionato del Mondo passa inevitabilmente attraverso l'imponente stazza fisica e la grinta feroce di Sead Kolasinac. Il difensore balcanico, ormai diventato un vero e proprio idolo indiscusso dalle parti della New Balance Arena, si prepara a vivere una notte dai contorni epici a Zenica, trasformandosi per novanta minuti nel nemico pubblico numero uno per le speranze della Nazionale azzurra.
IL MURO DELLA DEA - Nel laboratorio tattico di Zingonia, il possente centrale ha saputo conquistare una leadership silenziosa ma assoluta. Sotto l'attenta e meticolosa guida tecnica di mister Raffaele Palladino, il giocatore ha affinato ulteriormente le proprie letture difensive, diventando una colonna insostituibile dello scacchiere nerazzurro. Una solidità impressionante e una maturità agonistica che ora è pronto a mettere totalmente al servizio del proprio Paese, in una sfida infuocata da dentro o fuori che non ammette il minimo margine di errore.
L'ANALISI DELL'INVIATO - Il peso specifico dell'ex Arsenal nell'economia della gara si preannuncia semplicemente devastante. – come analizza Sky Sport – attraverso il puntuale reportage del suo inviato Max Nebuloni direttamente dal quartier generale atalantino, l'importanza del corazziere per la retroguardia bosniaca è incalcolabile. «È il vero leader emotivo e tattico della squadra, un elemento carismatico che conosce ormai a memoria i pregi e i difetti degli attaccanti italiani che affronta ogni domenica nel nostro campionato», si evince dalle riflessioni del noto giornalista, evidenziando come l'esperienza maturata in Serie A lo renda lo scoglio più alto da superare per il tridente tricolore.
LA TRAPPOLA DI ZENICA - Nel catino rovente del Bilino Polje, la fisicità dirompente del mancino sarà l'arma in più per chiudere gli spazi e innescare la ripartenza dei padroni di casa. La sua innata capacità di reggere l'urto negli scontri fisici e il carisma feroce che sa trasmettere ai compagni di reparto rappresentano un rebus tattico non indifferente per chiunque sia chiamato a scardinare la resistenza balcanica.
Un incrocio del destino crudele ma tremendamente affascinante: per volare in America e scacciare i fantasmi del passato, l'Italia dovrà prima riuscire a scalare la montagna più impervia, forgiata e plasmata proprio nel cuore di Bergamo.
© Riproduzione Riservata






