Il miglior undici del ritorno nel girone C: Lescano esalta Salerno
Si chiude la stagione regolare e anche nel girone C sono stati emessi tutti i verdetti. Detto ampiamente della promozione in B del Benevento (che ha vinto una sola partita nell’ultimo mese) e della retrocessione del Trapani (ma patron Antonini preannuncia battaglia ed è convinto che saranno restituiti diversi punti) segnaliamo anche il salto all’indietro di categoria di Siracusa e Foggia. I siciliani hanno pagato a caro prezzo le problematiche societarie, i rossoneri perdono invece nel deserto dello Zaccheria per 1-3 contro una Salernitana in crescita e che ha chiuso a una sola lunghezza dal Catania secondo. Quarto posto per il Cosenza, entra in extremis nei playout l’Atalanta23 mentre l’Altamura crolla in casa con il Casarano e si limiterà a festeggiare la salvezza raggiunta in largo anticipo.
Di seguito la top 11 del girone C schierata con un 3-4-3:
Dini (Catania): per quasi tutto il campionato ha mantenuto la porta inviolata al Massimino stabilendo una sorta di record a livello europeo. Il calcio di rigore parato col Sorrento fu uno dei momenti chiave della stagione, visto che un ko interno avrebbe consentito a Benevento e Salernitana di prendere il largo. Tra i pali ha confermato di essere un calciatore di categoria nettamente superiore. Bellissima la sua esultanza dopo il gol di Caturano contro l’Atalanta23, ennesima dimostrazione d’amore per i colori rossoblu.
Scognamillo (Benevento): avrebbe avuto la possibilità di giocare in tante squadre di serie B, invece ha sposato il progetto targato Vigorito-Carli e ha vinto la sua sfida aggiungendo nel già ricco palmares un altro successo. Bravissimo a calarsi nel migliore dei modi nella realtà di un girone complicatissimo nel quale ha fatto valere la sua personalità.
Miceli (Catania): nella prima parte di stagione ha indossato la maglia del Monopoli, basta leggere la media voto per capire quanto sia stato importante per i pugliesi. Bravo il ds Pastore ad assicurarsene le prestazioni a gennaio, quando tante big di C avevano bussato alla porta del procuratore per chiedere informazioni. Altro che “sostituto” di Ierardi e Di Gennaro: ogni volta che è stato chiamato in causa ha confermato di essere un titolare a prescindere e un elemento che non c’entra nulla con la Lega Pro.
Romano (Benevento): non ha giocato moltissimo, ma l’investimento fatto in estate fa capire quanto la società e la dirigenza credano nelle potenzialità di un ragazzo destinato a una carriera importante e che non ha mai tradito le attese quando Floro Flores lo ha gettato nella mischia. Protagonista, e non semplice comparsa, della straordinaria cavalcata della strega.
Ghislandi (Atalanta U23): con Bocchetti gli esterni devono garantire totale applicazione in entrambe le fasi e leggere bene i vari momenti della gara. Caratteristiche che gli appartengono e che sono state supportate da un’invidiabile condizione psicofisica. Talento puro con un futuro ancora tutto da scrivere.
Gyabuaa (Salernitana): ad Avellino non aveva trovato molto spazio, bravo patron Iervolino a investire anche in prospettiva futura in un giovane già molto esperto per la categoria e che è cresciuto in uno dei migliori vivai d’Europa come quello dell’Atalanta. Ha aggiunto all’organico quelle caratteristiche che mancavano al centrocampo granata.
Ricci (Sorrento): restiamo dell’avviso che sia un calciatore che potrebbe far comodo a molte squadre di B. Un talento che forse ha espresso solo metà del suo enorme potenziale, ma che in terra campana ha trovato l’ambiente ideale per ripartire con rinnovate ambizioni e per riscoprire il piacere di essere decisivo. Indimenticabile la performance da 8 in pagella contro il Catania.
Ciotti (Cosenza): dopo una prima parte di campionato comunque positiva in quel di Trapani, a gennaio è stato prelevato dai calabresi perché incarnava perfettamente le caratteristiche del gioco proposto da Buscè. Allenatore sempre molto bravo a valorizzare gli esterni. Tre mesi e mezzo da protagonista assoluto.
Butic (Casertana): basta il gol decisivo nel derby sempre molto atteso contro la Salernitana per entrare di diritto nella storia del club e nel cuore dei tifosi. Gli attaccanti molto strutturati fisicamente si caratterizzano per la bravura nel gioco aereo, lui invece ha anche tanta qualità palla al piede e lo ha dimostrato alla grande specialmente nella parte finale del girone di ritorno.
Lescano (Salernitana): è vero che nelle ultime tre partite non ha brillato (al punto che Cosmi lo ha sempre sostituito), ma cosa si può rimproverare a un attaccante che ha realizzato 8 reti in 14 gare in una squadra che certo non spicca per qualità di gioco? Ai suoi piedi si aggrappano i tifosi per alimentare il sogno promozione.
Gomez (Crotone): la scorsa estate era uno dei più richiesti sul mercato ma – a differenza di Tumminello e di altri ex compagni – ha preferito respingere al mittente le richieste in segno di fedeltà e per ricambiare l’amore di un popolo che lo ha eletto idolo indiscusso. Al netto di un fisiologico calo nella parte centrale del girone di ritorno è sempre stato splendido finalizzatore del gioco corale proposto da Longo, ben disimpegnandosi anche in veste di trequartista.
Antonio Floro Flores (Benevento): altro che traghettatore! L’allenatore rivelazione della C è entrato da subito nella testa dei calciatori tirando fuori quelle potenzialità fuori categoria che si erano intraviste a sprazzi nella pur buona gestione precedente. Il rinnovo è meritato riconoscimento per chi ha sbaragliato una concorrenza agguerrita e di spessore.
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