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Barcellona, Laporta: "Prevediamo di fatturare 1100 milioni. Catalano? Lasciamo libertà"

Barcellona, Laporta: "Prevediamo di fatturare 1100 milioni. Catalano? Lasciamo libertà"TUTTO mercato WEB
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Yvonne Alessandro
Oggi alle 10:39Calcio estero
Yvonne Alessandro

Joan Laporta, presidente del Barcellona, ha analizzato svariati temi d'attualità attinenti al club in un'ampia intervista a Món Esport, tra l'infortunio di Raphinha e il rinnovo di Flick, così come la situazione economico-finanziaria dei blaugrana in ottica Fair Play. "Tutti i club della Liga hanno questo problema. Le norme di controllo economico sono piuttosto rigide, ma stiamo parlando con il Comitato per spiegare le nostre proposte", ha analizzato in prima battuta.

"Prevediamo di fatturare 1.100 milioni di euro, più di quanto preventivato, il che ci aiuterà molto a ottenere il fair play necessario per fare acquisti. Secondo i calcoli, quest'estate saremmo già in una condizione di fair play di quattro milioni. Spero che il Comitato ne tenga conto e ci permetta di operare sul mercato senza tensioni", ha evidenziato il numero uno del Barcellona.

Poi è emersa una curiosità a riprendere quanto appreso dalla clausola presente nel contratto di Luis Diaz al Bayern Monaco, ossia l'apprendimento della lingua tedesca. Possibile venga operata la stessa richiesta per il catalano per contratto? Laporta risponde: "Non lo prevediamo, lasciamo libertà". E ha proseguito: "Il Barça è un'istituzione catalana aperta al mondo, impegnata per la democrazia e la nostra cultura, e la lingua ufficiale del club è il catalano: i giocatori lo sanno".

Aggiungendo: "Sono orgoglioso di chi, come Fermín (che viene dall'Andalusia) o la portoghese Kika Nazareth, mostra questa sensibilità parlandolo perfettamente. Altri, vedendo questi esempi, si animano a farlo. Ho sempre pensato che sulla lingua non si debba imporre nulla", il pensiero di Laporta. "Bisogna dare l'esempio affinché capiscano che il nostro idioma esiste, è parlato da dieci milioni di persone e può essere utile nel lavoro e nei rapporti con i compagni", la conclusione.

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