Bernardo Silva ammette: "In Europa siamo stati per anni i migliori ma abbiamo vinto poco"
Nove anni, 20 trofei tra cui la Champions League del 2023. Bernardo Silva a fine stagione chiuderà un capitolo ricco di successi con il Manchester City e oggi ha parlato ai microfoni ufficiali del club per un'ultima intervista. Queste le sue parole: "Me ne vado come tifoso Citizen, portandomi dietro tantissimi ricordi. Adoro la squadra e i 9 anni passati qui. Sarò sempre grato al club e a quello che mi hanno dato i tifosi. Perché ho deciso di andarmene? E' un mix di cose: in termini di trofei mi sento molto realizzato per quello che la nostra generazione ho fatto. Sento che è arrivato il momento di lasciare spazio ai giovani. Poi penso che sia l'ora di avvicinarmi un po' alla mia famiglia: sono stato 12 anni lontano da loro e sento di volermi avvicinare. Infine vorrei nuove sfide".
Si sente cresciuto qui al Manchester City
"Ci sono 11 giocatori in campo e se non fai il tuo lavoro correttamente non puoi giocare in questa squadra. Puoi andare a giocare a tennis o a golf. Noi dobbiamo tener di conto di tutti i dettagli che fanno la differenza per avvicinarci alla vittoria. Questa squadra mi ha permesso di crescere molto, di comprendere cose diverse e ora mi sento un giocatore completo".
Avrebbe mai immaginato di diventare capitano?
"Ho sempre pensato di essere un esempio: mi metto in mostra in ogni allenamento e durante le partite. Poi con il tempo ho imparato anche ad aiutare gli altri. Quando sono arrivato ho avuto la fortuna di essere aiutato molto dal gruppo, mi hanno passato l'esperienza e il modo in cui comportarmi"
Quale pensa sia stata la sua miglior partita con il club?
"Beh, è una domanda difficile. Ho grandi ricordi della semifinale di Champions League giocata in casa contro il Real Madrid (fece doppietta, ndr). Poi mi viene in mente anche la gara contro il Liverpool nella stagione dei 98 punti. ma ho tanti bei ricordi legati a questo club. Il miglior gol? Direi uno nel derby contro il Manchester United nel 2018/19 perché il Liverpool era ad un solo punto da noi a tre partite dalla fine. Quella partita fu veramente dura e io la sbloccai. Quello fu uno dei miei momento migliori al Manchester City. Il miglior giocatori? David Silva era un grande punto di riferimento, un idolo. Poi De Bruyne, lui forse è il più grande giocatore che questo club abbia mai avuto. Se dovessi sceglierei direi uno di loro due, anche se pure Gundogan è stato un grandissimo giocatore".
Cosa vi rese così speciali nel 2022/23 per il triplete?
"Penso che in più stagioni avremmo potuto farlo. Penso che la stagione in cui abbiamo perso in finale di Champions contro il Chelsea fossimo la squadra migliore, ma giocammo una finale pessima. Poi ci fu l'anno in cui perdemmo contro il Real Madrid in semifinale negli ultimi minuti. Dico in termini di qualità del gioco e nel modo in cui ci esibivamo. Forse avremmo dovuto vincere qualcosa in più in Europa, ma c'è da dire che in Premier League abbiamo vinto spesso per dettagli anche fortunati. In Champions quella fortuna nei dettagli ogni tanto ci è mancata. In quella stagione eravamo tutti mentalizzati e volevamo cancellare tutti le delusioni degli anni precedenti".
Che rapporto ha avuto con Guardiola?
"Lui è sempre stato una fonte di ispirazione a partire da quando allenava il Barcellona. Guardandolo vedevo che aveva avuto successi seppur i centrocampisti non fossero grossi, e pensavo che forse un giorno lo avrei raggiunto anche io quel livello. Poi è stato fantastico giocare per lui per 9 anni".











