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Brasile, l'allarme di una leggenda: "Non abbiamo fuoriclasse ma Ancelotti non ha colpe"

Brasile, l'allarme di una leggenda: "Non abbiamo fuoriclasse ma Ancelotti non ha colpe" TUTTOmercatoWEB
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Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 08:12Calcio estero

Il Brasile attraversa uno dei momenti più delicati della sua storia calcistica e, secondo Paulo Silas, la strada per tornare sul tetto del mondo è ancora molto lunga. L'ex centrocampista della Seleção, campione della Copa America 1989 e protagonista anche con il San Lorenzo campione d'Argentina nel 1995, ha espresso un giudizio severo sull'attuale situazione della nazionale verdeoro, reduce dall'eliminazione agli ottavi di finale dell'ultimo Mondiale.

"Credo che ci vorrà molto tempo prima di rivedere il Brasile campione del mondo", ha dichiarato ai microfoni di ESPN. Per Silas, oggi la Seleção è distante dalle principali potenze del calcio internazionale: "L'Argentina è davanti a noi. Anche il Portogallo, pur senza aver vinto grandi trofei, è superiore. Forse è stato meglio uscire contro la Norvegia, perché contro l'Argentina sarebbe stato ancora peggio". L'ex fantasista individua il problema nella mancanza di talento in ruoli chiave. "Da tanto tempo il Brasile non ha un vero numero 10 e nemmeno un numero 9. Tutti vogliono giocare da esterni a destra. Inoltre non produciamo più terzini di livello, perché oggi quel ruolo non attira i giovani e non dà visibilità sui social".

Nonostante il duro sfogo, l'ex giocatore difende Carlo Ancelotti, ritenendolo estraneo alle difficoltà della Seleção. "Lo conosco dai tempi del Milan, è una persona straordinaria. Il problema non è lui, ma nasce molto prima, dal settore giovanile. Oggi i ragazzi non sanno più chi prendere come modello". Infine, Silas ha espresso il proprio punto di vista anche su alcuni protagonisti del calcio brasiliano. "Vinicius Junior non è un fuoriclasse, ma un ottimo giocatore. Quanto a Neymar, in Brasile divide ancora l'opinione pubblica: metà del Paese lo ama, l'altra metà lo critica".

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