Un calciatore dell'Irlanda si rifiuta di giocare contro Israele. E alcuni compagni sono in dubbio
Sale ulteriormente la tensione alla vigilia di Israele-Irlanda, partita di Nations League in programma domenica a Debrecen. Secondo l'Irish Independent, il portiere Gavin Bazunu ha comunicato alla Federazione irlandese la propria indisponibilità a disputare l'incontro, motivando la scelta con il disagio per il contesto politico che circonda la sfida. Una posizione che potrebbe non rimanere isolata: altri componenti della Nazionale starebbero valutando come comportarsi. La situazione ha già avuto conseguenze sul programma della vigilia, con una riunione interna dei giocatori e il conseguente ritardo delle attività previste allo stadio Nagyerdei.
Rinviate conferenza stampa e allenamento dell'Irlanda
La squadra non ha raggiunto l'impianto di Debrecen secondo il programma iniziale e la FAI ha dovuto posticipare la conferenza stampa e la seduta di allenamento. La partita era già accompagnata da forti tensioni: nei giorni scorsi il centrocampista Jason Knight aveva dichiarato pubblicamente che, a suo giudizio, l'incontro non avrebbe dovuto disputarsi, pur riconoscendo la decisione di scendere in campo. Anche il ct Heimir Hallgrímsson aveva espresso il disagio presente all'interno del gruppo.
Attesa per la posizione dei giocatori
La situazione resta dunque in evoluzione a poco più di 24 ore dalla partita. La UEFA segue gli sviluppi, mentre si attende che i giocatori irlandesi chiariscano la propria posizione dopo il confronto interno. La sfida del 27 settembre è prevista a Debrecen, in campo neutro, mentre anche il secondo confronto tra le due Nazionali, fissato per il 4 ottobre, si disputerà lontano dall'Irlanda: appuntamento a Bačka Topola, in Serbia, a porte chiuse.






