Entrate gonfiate, sponsor fittizi, stipendi e diritti d'immagine: ecco l'intrigo intorno al City
La pressione aumenta attorno al Manchester City. Dopo oltre tre anni di indagini, udienze e battaglie legali, il caso sulle presunte violazioni finanziarie della Premier League è arrivato a un passaggio decisivo. Il club inglese, accusato nel febbraio 2023 di 115 infrazioni ai regolamenti economici, sarebbe stato ritenuto responsabile della quasi totalità delle contestazioni da parte della commissione indipendente incaricata di esaminare il procedimento.
Al centro dell'inchiesta ci sono le accuse secondo cui il Manchester City avrebbe alterato il reale valore dei propri ricavi e nascosto alcune spese per aggirare le norme sul Fair Play Finanziario. Un sistema che, secondo la Premier League, avrebbe permesso al club di costruire una delle dinastie più vincenti della storia recente del calcio inglese.0 Tra le contestazioni più pesanti figurano quelle relative ai contratti di sponsorizzazione: secondo quanto riportato dal Times, diverse entrate commerciali sarebbero state gonfiate artificialmente: gran parte delle somme dichiarate dagli sponsor sarebbe infatti arrivata direttamente o indirettamente dall'Abu Dhabi United Group (ADUG), società proprietaria del club.
Uno degli esempi citati riguarda l'accordo con Etisalat: su un contratto dal valore complessivo di circa 19,5 milioni di euro, lo sponsor avrebbe versato soltanto una parte della cifra, mentre il resto sarebbe stato coperto attraverso fondi riconducibili ad ADUG. Un meccanismo simile sarebbe stato contestato anche per gli accordi con Etihad Airways, con importi dichiarati molto superiori rispetto ai pagamenti effettivamente effettuati. Nel fascicolo della Premier League figurano inoltre accuse legate alla gestione degli stipendi. Tra queste ci sono quelle relative a Roberto Mancini, allenatore che nel 2012 riportò il City alla vittoria del campionato dopo 44 anni. Secondo l'accusa, una parte dei suoi compensi sarebbe stata corrisposta attraverso un accordo parallelo con un'altra società legata ad Abu Dhabi, formalmente per un ruolo da consulente.
Anche alcuni pagamenti legati ai diritti d'immagine dei calciatori sarebbero finiti sotto osservazione degli investigatori. Tra gli episodi citati figura quello relativo a Yaya Touré, con presunti versamenti effettuati tramite società esterne. Un capitolo a parte riguarda la mancata collaborazione con la Premier League. Ben 35 accuse riguardano proprio il presunto rifiuto del club di fornire documentazione e informazioni richieste dagli investigatori durante l'indagine. Una posizione che aveva già portato il Manchester City a ricevere una multa dal Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) nel 2020.
Ora resta da capire quali saranno le conseguenze. Il regolamento della Premier League prevede diverse possibilità: da una pesante penalizzazione in classifica fino all'esclusione dal campionato nei casi più estremi, passando per multe record e possibili limitazioni sul mercato. Resta aperto anche il tema dei titoli conquistati nel periodo sotto esame, tra cui i campionati vinti nel 2012, 2014 e 2018. Una revoca dei trofei sarebbe però uno scenario complesso dal punto di vista giuridico e ancora tutto da valutare.
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