Mbappe rifiuta la maglietta pro Ceuta e spiega: "Non voglio stabilire gerarchie nella sofferenza"
Prima di giocare Elche-Real Madrid (2-3), le squadre sono entrate in campo con una t-shirt a sostegno degli abitanti di Ceuta: "Todos sommo caballas", in riferimento agli abitanti della cittadina spagnola situata in Africa e sofferente di una crisi migratoria dalle proporzioni enormi, scattata a fine luglio. Tre giocatori di Josè Mourinho hanno scelto di nascondere il messaggio e arrotolare la maglia, ossia Kylian Mbappé, Vinicius Jr e Ibrahima Konaté. L'attaccante francese però, dopo le polemiche sorte negli ultimi giorni in merito, ha preso parola per spiegare quanto accaduto.
La dichiarazione
"È stata una decisione dei club quella di farci indossare la maglia, e noi giocatori dovevamo farlo", ha detto l'ex PSG nell'intervista al quotidiano AS. "La prima cosa che ci tengo a dire è che ho la massima solidarietà verso Ceuta e tutte le vittime. Perché prima di essere un calciatore, sono un essere umano. Volevo però rivolgere un gesto e un pensiero anche a tutti i migranti che hanno perso la vita e che vivono in condizioni difficilissime".
E allora...
"Non ho nulla contro di loro e li sostengo al 100% con il mio pensiero. Volevo però dedicare un pensiero anche a tutte le persone che soffrono nel mondo, perché non voglio stabilire gerarchie nella sofferenza", ha aggiunto KM10. "Mi fa molto male vedere certe situazioni. Sono un ragazzo che vuole solo il meglio per il nostro pianeta. Desidero lanciare un messaggio di positività e di pace, sperando che tutto si risolva in fretta".






