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Mourinho: "Anti-Barça? Falso. Amavo affrontarli, erano i migliori. Nei Clasicos il mondo si fermava"

Mourinho: "Anti-Barça? Falso. Amavo affrontarli, erano i migliori. Nei Clasicos il mondo si fermava" TUTTOmercatoWEB
© foto di Alterphotos/Image Sport
Niccolò Righi
autore
Niccolò Righi
mercoledì 24 giugno 2026, 14:25Calcio estero

Nella lunga intervista concessa dal neo allenatore del Real Madrid José Mourinho ai microfoni di Vanity Fair, lo Special One è tornato anche sul proprio passato nello staff del Barcellona: "C’è una foto molto divertente che mi piace ricordare. Siamo io, Pep Guardiola e Luis Enrique durante un allenamento. Io ero un giovane assistente. Pep e Luis erano soltanto giocatori. Ero molto lontano da ciò che sarei diventato. Credo che anche loro pensassero soltanto alla loro carriera da calciatori e non a quella da allenatori. Oggi siamo tutti vincitori della Champions League e abbiamo raggiunto traguardi straordinari. Ma in quel momento cercavamo semplicemente di fare bene il nostro lavoro. Avevo capito che Pep fosse un giocatore molto intelligente, per il modo in cui interpretava e leggeva il gioco. Allo stesso modo percepivo in Luis Enrique qualità da leader e grande capacità di motivare il gruppo".

Poi con il tempo è diventato un "nemico" del Barcellona...
"A Barcellona ho vissuto anni meravigliosi come famiglia. Mia figlia arrivò lì quando aveva appena un mese. Mio figlio è nato a Barcellona. Io, mia moglie e i bambini abbiamo trascorso quattro anni splendidi in città e non posso avere alcun sentimento negativo verso quel periodo. Poi però c’è il calcio. Ho affrontato il Barcellona moltissime volte: prima con il Chelsea, poi con l’Inter e infine con il Real Madrid. Il destino mi ha messo spesso contro di loro ma non provo alcun sentimento negativo nei confronti del Barcellona. Mi piace semplicemente affrontarlo perché nel calcio vuoi misurarti contro i migliori. Sono i migliori a spingerti a migliorare".

Com'era vivere quei Clasicos?
"Io adoravo giocare quelle partite. Non le guardavo, le vivevo da protagonista. E mi piacevano enormemente. Ancora oggi, a distanza di tanti anni, mi capita di incontrare persone per strada che mi dicono, passatemi l’espressione: “Il mondo si fermava. Il mondo si fermava per quelle partite. Oggi la gente non guarda più i Clasicos come li guardava allora. Non si fermavano soltanto Madrid, Barcellona o la Spagna. Si fermava il mondo intero. Tutti aspettavano quelle sfide. Ovviamente Cristiano Ronaldo e Messi erano delle icone, i due migliori giocatori del pianeta. Il Real Madrid è il più grande club del mondo. Il Barcellona è uno dei più grandi club del mondo, subito dietro al Real Madrid. A essere sincero, era qualcosa di pazzesco. Un po’ come Nadal contro Federer o Nadal contro Djokovic".

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