Platini attacca il calcio moderno: "I giocatori si lamentano? Se non reggono facciano altro"
Parole destinate a far discutere quelle pronunciate da Michel Platini sul rapporto tra calciatori, pressioni e salute mentale. Nel corso di una lunga intervista concessa a L'Équipe, la leggenda francese ha mostrato poca comprensione verso chi manifesta pubblicamente le proprie difficoltà: "Capisco che i giocatori abbiano bisogno di liberarsi, soprattutto per quanto riguarda la loro salute mentale? No. Hanno scelto questa strada e ora devono conviverci. Queste sono le conseguenze della fama, della gloria e del denaro".
Platini: "Se non riescono a conviverci, facciano altro"
Il tre volte vincitore del Pallone d'Oro ha proseguito senza ammorbidire la propria posizione: "Se non riescono a conviverci, dovrebbero fare qualcos'altro. In ogni caso, un giocatore viene giudicato in base alle sue prestazioni e ai risultati sul campo, non in base al suo umore o alle sue dichiarazioni alla stampa". Platini ha quindi allargato il discorso alla trasformazione delle priorità nel calcio contemporaneo.
"Il calcio professionistico è fatto di marchi e mercenari"
L'ex fuoriclasse francese vede una netta distanza tra la propria generazione e quella attuale: "Oggi il Pallone d'Oro è il Santo Graal, non la lista dei successi del giocatore. Noi avevamo valori un po' diversi. Giocavamo per una squadra, per i tifosi". Infine la stoccata: "Oggi dicono: 'Voglio fare la storia'. Non sono legati ai club o ai tifosi. Il calcio professionistico ora è fatto di marchi e mercenari, nient'altro".






