Una prova di forza senza Doue e Kvara. La Champions ormai habitat naturale del PSG
Il Paris Saint-Germain ha lanciato un messaggio forte in Champions League. Dopo un avvio di stagione caratterizzato da qualche difficoltà e quattro partite consecutive senza vittorie, la squadra di Luis Enrique ha ritrovato brillantezza e convinzione travolgendo lo Slovan Bratislava con un netto 6-1 al Parco dei Principi.
Ferran e Dembele sugli scudi
A trascinare i campioni d'Europa ci hanno pensato soprattutto Ousmane Dembélé e Ferran Torres. Il francese ha firmato una doppietta e fornito due assist, mentre lo spagnolo, alla prima presenza da titolare in Champions con la maglia del PSG, ha realizzato una tripletta. Una prestazione offensiva dominante, testimoniata anche dai numeri: 35 conclusioni tentate, 14 nello specchio della porta e una pressione costante che ha costretto gli avversari a giocare quasi sempre nella propria metà campo. Al di là del risultato, comunque, Luis Enrique può sorridere per l'atteggiamento mostrato dalla squadra: il PSG ha aggredito subito la partita con un pressing alto efficace, recuperando diversi palloni in zone pericolose e creando numerose occasioni negli ultimi trenta metri. Tra le note positive anche l'esordio europeo di Dro Fernandez e la prestazione di Maghnes Akliouche, bravo a sfruttare l'opportunità concessagli dal tecnico spagnolo.
Nessuno ha il posto assicurato
C'è però un altro aspetto da approfondire: la gestione della rosa. Désiré Doué e Khvicha Kvaratskhelia, due degli uomini simbolo delle ultime campagne europee del PSG, sono rimasti in panchina per tutti i novanta minuti. Una scelta sorprendente, soprattutto considerando che entrambi avrebbero potuto beneficiare di minuti per ritrovare ritmo e condizione. Luis Enrique, però, ha difeso senza esitazioni le proprie decisioni: "C'è una sola persona che deve scegliere i giocatori che scendono in campo. Ho cercato di trovare i migliori per questa partita. Kvara e Doué sono giocatori incredibili. Per me Kvaratskhelia può vincere il Pallone d'Oro, così come Dembélé, Vitinha e Fabian".
La forza del PSG, secondo il tecnico, sta proprio nella profondità dell'organico. Con Ferran Torres in grande evidenza, Dembélé nuovamente decisivo e giovani come Akliouche e Dro Fernandez pronti a sfruttare ogni occasione, la concorrenza interna è diventata sempre più alta. Il messaggio per Doué e Kvaratskhelia è chiaro: nessuno ha più il posto assicurato. Anche i protagonisti assoluti delle ultime stagioni dovranno continuare a conquistarsi spazio in una squadra costruita per competere su tutti i fronti.






