Real Madrid al voto: Florentino contro Riquelme, una sfida che può cambiare la storia
La data del 7 giugno 2026 - domani - potrebbe segnare una svolta storica per il Real Madrid. Per la prima volta dopo molti anni, infatti, i soci del club saranno chiamati alle urne per scegliere il presidente tra due candidati: da una parte l'attuale numero uno Florentino Pérez, protagonista assoluto degli ultimi venticinque anni della storia madridista; dall'altra l'imprenditore Enrique Riquelme, che si presenta come l'uomo del cambiamento.
L'appuntamento assume un valore particolare perché negli ultimi cicli elettorali Perez era stato riconfermato automaticamente, senza avversari, grazie anche ai severissimi requisiti previsti dallo statuto del club. Il Real Madrid, insieme a pochi altri club spagnoli, mantiene infatti il modello dell'azionariato popolare: la proprietà appartiene ai soci, che hanno il diritto di eleggere direttamente il presidente. Per candidarsi non basta però avere un progetto sportivo: occorre essere cittadini spagnoli, soci da almeno vent'anni consecutivi, non ricoprire incarichi in altre società calcistiche e soprattutto presentare una fideiussione bancaria pari al 15% del bilancio del club, una cifra che supera abbondantemente i cento milioni di euro. Un ostacolo che negli anni ha scoraggiato numerosi possibili sfidanti.
L'ultima vera campagna elettorale competitiva risale al 2006, quando Ramon Calderon sconfisse Juan Palacios. Dopo quel breve intermezzo, il Real Madrid è tornato nelle mani di Floretino, che l'ha trasformato nella società calcistica più ricca e vincente del mondo. Durante la sua presidenza sono arrivati campioni come Cristiano Ronaldo, Kakà, Karim Benzema, Luka Modric, Jude Bellingham e Kylian Mbappé, e sono stati innumerevoli i successi che hanno rafforzato il prestigio del club.
Questa volta, però, il presidente uscente si trova davanti un avversario credibile. Riquelme è riuscito a superare tutte le barriere burocratiche ed economiche previste dallo statuto e ha costruito una campagna particolarmente aggressiva. Nelle ultime settimane ha criticato apertamente la gestione economica della società, sostenendo che il club abbia ridotto drasticamente la propria liquidità a causa degli investimenti effettuati per il nuovo Santiago Bernabéu e per altre operazioni finanziarie. Sul piano sportivo, il candidato sfidante ha puntato su una strategia di forte impatto mediatico, annunciando figure storiche del madridismo come Raúl González, Fernando Hierro, Iker Casillas e Vicente Del Bosque all'interno del proprio progetto dirigenziale. Ha inoltre promesso l'arrivo di grandi campioni internazionali come Rodri e Haaland, oltre a un tecnico straordinario come Jurgen Klopp.
Dal canto suo, Florentino Pérez ha rivendicato i risultati ottenuti negli ultimi anni, sottolineando la crescita economica del club, la trasformazione del Bernabéu in uno degli impianti più moderni al mondo e la competitività costante della squadra ai massimi livelli europei. Il numero uno uscente ha già annunciato tre colpi (e l'intenzione di spendere 150 milioni per un big del calcio europeo): Ibrahima Konaté, Denzel Dumfries e José Mourinho, pronto a tornare in sella 13 anni dopo. Potranno votare circa 100.000 soci iscritti al registro elettorale del club. Le operazioni di voto si svolgeranno a Madrid e tramite voto postale autorizzato. Qualunque sarà l'esito, queste elezioni rappresentano già un momento storico: dopo anni di continuità assoluta, il Real Madrid torna infatti a vivere una vera competizione democratica per la guida della società più titolata del calcio mondiale.






