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L'appello di Reza Pahlavi, figlio dello scià: "L'Australia aiuti le calciatrici iraniane"

L'appello di Reza Pahlavi, figlio dello scià: "L'Australia aiuti le calciatrici iraniane"TUTTO mercato WEB
© foto di Insidefoto/Image Sport
Dimitri Conti
ieri alle 21:55Calcio femminile
Dimitri Conti
fonte ANSA
La nazionale, oggi eliminata in Coppa d'Asia, al primo match non ha cantato l'inno

(ANSA) - ROMA, 08 MAR - "Le giocatrici della nazionale femminile di calcio iraniana stanno subendo forti pressioni e continue minacce da parte della Repubblica Islamica a seguito del loro coraggioso rifiuto di recitare l'inno del regime, e potrebbero subire conseguenze molto gravi se tornassero in Iran". Lo scrive su X Reza Pahlavi, figlio del deposto scià dell'Iran. "Esorto il governo australiano a garantire la loro sicurezza e a fornire loro tutto il supporto necessario".

La nazionale femminile di calcio iraniana ha rifiutato di cantare l'inno nazionale prima della partita inaugurale della Coppa d'Asia in Australia, rimanendo in silenzio con lo sguardo rivolto dritto davanti a sé, nella prima partita del Gruppo A contro la Corea del Sud, che ha poi vinto 3-0. L'allenatrice dell'Iran, Marziyeh Jafari, e le sue giocatrici avevano poi rifiutato di fare commenti sulla guerra e sulla morte dell'ayatollah Ali Khamenei.

Nel corso del torneo le calciatrici, arrivate in Australia ben prima degli attacchi di Usa e Israele, hanno poi giocato con l'Australia giovedì e con le Filippine oggi, perdendo entrambi i match e venendo eliminate dal torneo. In tutte e due le partite, hanno cantato l'inno e fatto il saluto militare. Non è chiaro, adesso, quando e se torneranno a Teheran. Già nei giorni scorsi, vari personaggi del mondo del calcio e della società civile, tra cui l'ex capitano della nazionale australiana Craig Foster, avevano chiesto alla Fifa e alle autorità di Canberra di intervenire per proteggere le giocatrici iraniane. (ANSA).

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