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Juve: un guaio al centro e uno fuori. Inter: 90 minuti fondamentali + due (evitabilissime) righe su Eriksen. Milan: il "luogo comune" Kessie. Napoli: Gattuso, futuro da ministro

Juve: un guaio al centro e uno fuori. Inter: 90 minuti fondamentali + due (evitabilissime) righe su Eriksen. Milan: il "luogo comune" Kessie. Napoli: Gattuso, futuro da ministro TUTTOmercatoWEB.com
martedì 08 dicembre 2020 00:00Editoriale
di Fabrizio Biasin

Ciao. Mi hanno hackerato i social network. E voi direte: “E sticazzi?”. E non avete mica tutti i torti. È solo che a causa di questa devastante rottura di maroni sono entrato in un oceano di guano che metà basta e, quindi, consentitemi di procedere secondo lo schema “pensierini” che mi permette di non sbrodolare eccessivamente e di tornare nel fantastico universo dell’anti-hackeraggio.

Funziona così:

Amico: “Chiama Tizio, lui è un genio totale e sa come risolvere il problema!”.
Tu: “Ok”.

Chiamo Tizio.

“Salve Tizio! So che lei è un genio totale e sa come risolvere il problema!”.
“Ciao, piacere, sono Tizio. Sì, sono un genio totale e so come risolvere il problema”.
“Bene, cosa devo fare?”.
“Ha provato a seguire la procedura indicata dal social network?”.
“Sì”.
“Funziona?”.
“No”.
“Mmmmm allora è dura”.
“Mi scusi Tizio, ma lei non è un genio totale che sa risolvere il problema?”.
“Questo lo dice lei. E comunque la colpa è sua. Cos’era la sua password? 123456789?”.

E finisci per discutere anche con Tizio.

E, insomma, sono cavoli amarissimi. Ma non disperiamo.

Pensierini.

-Ci sono stati i sorteggi dei gironi per i Mondiali 2022: l’Italia ha pescato Svizzera, Irlanda del Nord, Bulgaria e Lituania. Qui l’impresa sarà non qualificarci, non scherziamo.
-Avete presente il luogo comune che non è neanche un luogo comune dei giocatori dell’Atalanta che lontano da Bergamo vanno alla metà? Funziona per molti, non per Kessie. È una iena. Merito suo, merito di Pioli.
-Il Milan è da scudetto? Se lo chiedono in molti. Il consiglio inutile e spassionato ai tifosi del Milan è: non fatevi fottere, chi vi dice “siete da scudetto” non vede l’ora di dirvi “vi siete illusi” al primo mezzo inciampo. Funziona sempre così.
-Dopo il match di Crotone potremmo dire un sacco di cose sul Napoli, ma ci limitiamo a riportare un virgolettato di Gattuso: “Non possiamo educare i figli come ci hanno educato i nostri padri, vale la stessa cosa per i calciatori. A me la musica negli spogliatoi non piace, ma si usa e quindi bisogna accettarlo. Oggi non puoi essere troppo martello su queste cose". Per noi trattasi di grande tecnico, ma se anche dovesse andargli male in panchina lo proponiamo come ministro dell’Istruzione.
-Il caso Eriksen esiste solo perché Conte ha deciso di buttare dentro il suo giocatore al minuto 90, senza un vero perché. Se non avesse fatto nulla, se avesse lasciato il danese in panca, non se ne sarebbe parlato. Così, in qualche modo, ha messo in difficoltà un professionista, creato un problema al club, distolto l’attenzione dalla bella vittoria contro il Bologna (e dalla prestazione di Hakimi!). Non c’è una logica dietro a questa scelta. È legittimo voler fare a meno di un giocatore, decisamente meno legittimo farlo in questa maniera. Il rispetto è più importante delle vittorie e – badate bene – questo non significa pensare che Conte stia lavorando male (tutt’altro, ha trovato la “sua” Inter), semmai significa che può fare ancora meglio mettendo da parte determinati, inutili, evitabili, masochistici comportamenti.
- E poi c'é il campo: domani l'Inter si gioca molto, moltissimo. Barella è a rischio, Vidal pure, a Madrid possono ragionare su uno pseudo "biscotto itinerante", ma tutto questo conta nulla. I nerazzurri devono vincere la loro partita, osanna o borbottii saranno soltanto inevitabili effetti collaterali.
-La Juve di Pirlo ha i suoi problemi ma 1) Non è l’unica e 2) comunque vince. Di sicuro, però, tocca trovare una soluzione legata all’“equilibrio che non c’è”. E’ incredibile pensare che una squadra con quel monte ingaggi abbia così tanti limiti a centrocampo. Intendiamoci, si tratta di giocatori bravi, ma il problema è che “bravi”, alla Juve, non è sufficiente, soprattutto se il tuo obiettivo (legittimo) è arrivare in fondo a tutte le competizioni.
-La questione Suarez è avvilente da qualunque lato la si analizzi. Ovviamente in Italia l’abbiamo trasformata nella consueta battaglia tra juventini e anti-juventini. Non ci si accorge che in questo caso il calcio c’entra, ma non è l’aspetto più importante. Qui parliamo di atteggiamenti, quelli di chi pensa che le istituzioni siano a uso e consumo del potente di turno. Oh, non facciamo gli immacolati, capita a molti e più spesso di quel che si immagini: in piccolo ci rivolgiamo a “nostro cuggggino” per saltare la lista d’attesa dall’ortopedico, in grande chiamiamo un ministro. Il fatto è che se anche si trattasse di un banale peccato d’ingenuità sarebbe comunque difficilmente perdonabile, perché un conto è rappresentare se stessi, altra cosa è mettere in mezzo milioni di tifosi.

Vi lascio con un simpaticissssssssssimo (si fa per dire) raccontino di vita vissuta dal titolo: la mia gatta ha rotto le balle (di Natale).
Potete serenamente smettere di leggere qua.

Ciao. Io e la mia dolce metà abbiamo fatto l’albero di Natale e, convengo, non è che sia una gran notizia.
Ma il punto non è questo.
Il punto è che la nostra gatta, la piccola Frida, si è innamorata dell’albero di Natale, ci gioca, è felice come non mai.
E voi direte “Che belloooooo!”.
Che bello un cazzo.
La piccola Frida è nata il 3 aprile, in pieno lockdown, e fino a settimana scorsa non sapeva cosa fosse un albero di Natale. Ma poi lo ha capito.
Cinque forme di ricatto utilizzate dalla piccola Frida per fotterci.
1)Il pomeriggio
La piccola Frida come tutti i gatti ha sempre fame. E allora tu le dai i crocchini al sapor di pollo e riso. Ma lei li finisce e ne vuole altri. E tu le dici “no, diventi obesa piccola patatina”. E lei si placa.
Questo prima dell’avvento dell’albero.
Ora le dici “no” e lei zampetta bella serena verso l’albero. E inizia a mangiare i rami. “No Fridaaaa!”. Ma lei si accanisce sulla plastica come se fosse carne affumicata. E allora la strappi a fatica dai rami. Ma lei ritorna. E allora ti incazzi: “Piccola Frida! Basta! Ora ti chiudiamo in bagno!”. E la chiudi in bagno. E lei “Miao”. E poi “Miaooo”. E poi “Miaoooooooo!”. E allora la liberi. E lei zampetta verso l’albero. E si aggrappa ai rami. E allora per placarla le dai altri crocchini al sapor di pollo e riso. E insomma vince lei.
2)La sera
La piccola Frida come tutti i gatti è molto brava a fare i bisognini nella sua cassettina bellina e pulitina. Non toppa mai. “Brava piccola Frida del papà e della mamma, sei molto educata”.
Questo prima dell’avvento dell’albero.
Ora ha deciso che ha due cassettine da utilizzare a seconda di come le girano le balle che non ha. “Noooo piccola Fridaaa, non si piscia sotto l’alberoooo, non sei un caneeee”. E allora la porti alla cassettina. Ma lei ha già pisciato. E lo vedi che ti guarda come per dire “Ho già pisciato”. E allora passi il disinfettante sotto l’albero. E lo vedi che ti guarda come per dire “Che bello qui che è pulito e disinfettato, molto meglio della cassettina del cesso”. E allora quando intuisci che stia arrivando il momento della pisciata, la chiudi in bagno. E lei “Miao”. E poi “Miaooo”. E poi “Miaooooooo!”. E allora la liberi. E lei si aggrappa ai rami. E allora per placarla le dai i crocchini al sapor di pollo e riso. E insomma vince lei.
3)La notte
La piccola Frida, come tutti i gatti, si attiva nell’esatto momento in cui tu hai deciso di andare a dormire. Non c’è neanche bisogno di dirglielo, lo capisce da sola tipo istinto ancestrale. E ti porta i giochini: le palline di pezza che non fanno rumore, il Topo Lino di pezza che non fa rumore, i tappi di sughero che non fanno rumore. Tu giochi 5 minuti, quindi guardi il Topo Lino di pezza (già provato da sei mesi di devastazione selvaggia) e glielo dici: “Lino, mi spiace, ma noi andiamo a letto, mo’ soccazzi tuoi”. Lui ti guarda con l’unico occhio rimasto come per dire “Bastardo”, ma tanto è fatto di pezza e te ne fotti.
Questo prima dell’avvento dell’albero.
Ora no. “Tin”. Rumore di zampetta su pallina. “Tin tin”. Ancora. “TIN TIN TIN TIN TIN BAAAM!”. Pallina caduta. “RATATTA’ TATTA’ TA’”. Pallina che rotola sul parquet. E allora sei costretto ad alzarti. “Piccola Frida, vieni dal papà, su da brava”. Ma così facendo hai commesso l’errore fatale, ti sei alzato, e lei a quel punto entra nella fase-2, quella della “Giocoleria totale e scatenatissima”. RATATTA’! BAM! PEM PEM! Butta giù una pallina, tu la tiri su, nel frattempo lei ne ha tirate giù altre tre. Nell’angolo il Topo Lino ti guarda come per dire “Non guardare me che ho già le mie rogne”. E allora ti incazzi. “Piccola Frida! Basta! Ora ti chiudo in bagno!”. E torni a letto. Ma lei “Miao”. “Miaooo”. “Miaooooo!”. E allora la liberi. Ma lei si aggrappa ai rami. E allora per placarla le dai dei crocchini al sapor di pollo e riso. E insomma vince lei.
4)La mattina.
La mattina la piccola Frida ha fame come un lupo maremmano. E allora alle sei del mattino comincia. “Miao”. Miaoooooo”. “Miaoooooo!”. Ti rompe i maroni fino a quando non ti arrendi e le dai i crocchini al sapor di pollo e riso. E poi ti ributti a letto. E lei si strafoga di crocchini al sapor di pollo e riso e poi viene a dormire di fianco a te con la panza piena.
Questo prima dell’avvento dell’albero.
Ora no. Ora finisce di mangiare e zampetta fino all’albero. E tu sei al quarto sonno ma percepisci il rumore sordo delle zampette che cercano la pallina di Natale più alla portata. E RATATTA’ BAM! PEM PEM! E allora ti alzi e le dici “Piccola Frida non ho la forza di combattere, eccoti altri crocchini al sapor di pollo e riso”. E incroci lo sguardo del Topo Lino che ti fissa e sembra avere sul muso una specie di ghigno come per dire “ahahah coglione, guarda come ti sei ridotto”. E lei intanto si fa il secondo giro di crocchini al sapor di pollo e riso. E insomma vince lei.
5)L’assenza
La piccola Frida quando viene lasciata sola, anche solo per andare a far la spesa, soffre molto. E quando torni ti fa le feste. “Miaooooo! Frrrrr, frrrrrrr, frrrrrr”. E ti fa le fusa che sono una bellezza. E si struscia sulle gambe. “Che piccola patatina che sei Fridina del nostro cuor!”.
Questo prima dell’avvento dell’albero.
Ora rientri e sembra una puntata di “Csi Milano”: palline ovunque tranne che sull’albero, sagome di marzapane dilaniate, rami divelti tipo passaggio dell’uragano Katrina. “Frida! Cazzo hai fatto!”. E lei ti guarda come per dire “era bello quando mi lasciavate da sola e al ritorno vi facevo frrr frr frr eh? Fine della pacchia miaoooooooo!”. E le parte un miagolio satanico, molto poco natalizio. E allora tu cerchi Topo Lino, temi il peggio, ma lo trovi in un angolino vicino alla scarpiera che ti guarda come per dire “Minchia ragazzi, non sapete a cosa ho assistito”. E allora tu corri a prendere i crocchini al sapor di pollo e riso prima che sia troppo tardi. E insomma vince lei.
Mancano 36 giorni all’Epifania, stiamo pensando di cambiare marca di crocchini.

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