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Pirlo e gli estimatori del maestro dove sono finiti? Napoli, rivoluzione pronta: Gattuso se ne va, per il DS ecco la pole. Figc e Nazionale, l'esempio al contrario

Pirlo e gli estimatori del maestro dove sono finiti? Napoli, rivoluzione pronta: Gattuso se ne va, per il DS ecco la pole. Figc e Nazionale, l'esempio al contrarioTUTTOmercatoWEB.com
lunedì 05 aprile 2021 00:00Editoriale
di Michele Criscitiello
Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb

Il campionato ha ancora poco da dire. Il turno prima della sosta e quello prima di Pasqua hanno delineato la situazione. L'Inter si appresta ad interrompere il dominio della Juventus e a diventare Campione d'Italia. Senza Champions, Conte diventa letale lavorando 7 giorni su 7 solo sul campionato. In Champions ci andranno Inter, Milan, Atalanta e una tra Napoli e Juventus. Mercoledì ci divertiremo. Europa League Roma e chi resterà fuori dalla Champions, in serie B sono pronte ad aggiungersi al Crotone due insospettate della vigilia come Parma e Cagliari. Serve un miracolo ad entrambe per salvarsi. D'Aversa lotterà fino alla fine ma è arrivato tardi per fare il miracolo. Semplici ha dato la scossa ma poi è finita lì. Assurdo alla vigilia pensare ad uno scenario simile. Spezia e Benevento hanno fatto le cose nel modo giusto e soprattutto i liguri senza spendere follie, con una squadra da serie B, hanno acceso un cero sotto l'immagine di Vincenzo Italiano che non dovrà fare l'errore, il prossimo anno, di restare dove ha vinto tutto. Di più non potrebbe fare. Sassuolo o Verona le piazze ideali per Italiano, se dovessero andare via Juric e De Zerbi. Consigliato anche a loro l'addio alle rispettive panchine. Juventus in primo piano. Sembra quasi un film comico ma non fa ridere. Vinci 9 scudetti di fila ma il decimo non arriva. Arrivi nelle finali di Coppa dei Campioni ma le finali le perdi. La storia della Juventus è abbastanza particolare. Una società così vincente che, però, quando arriva alla linea del traguardo rallenta e fa marcia indietro. Le decisioni di questa stagione sono figlie però dell'improvvisazione e della presunzione. Se prendi un allenatore neopatentato significa che vuoi rischiare e se a fine anno non hai raggiunto gli obiettivi non te la puoi prendere con nessuno. Ad un certo punto la stampa amica che prima ti aveva osannato sparisce. La notizia in più non serve e l'amicizia di quando eri calciatore sparisce. Per te nessuno più ci mette la faccia. Chi ti chiamava maestro ad agosto e settembre mette una maschera, più che mascherina, per nascondersi da titoloni e grandi servizi per osannare un allenatore che non vale la metà degli allenatori di serie C e serie D che da 20 anni mangiano la polvere sui campi di provincia. Pirlo non è un grande allenatore e neanche lo sarà mai. Aggiungo questo pezzo ad una mia riflessione estiva. Per fare il calciatore bastano i piedi, per essere un grande allenatore serve saper gestire anche 30 calciatori, un presidente, i dirigenti, la stampa e i tifosi. Serve una leadership che Pirlo non avrà mai. Allenatore ci nasci. Non diventi allenatore se hai vinto 20 scudetti, un mondiale e se hai giocato con le migliori squadre italiane. Totti non sarà mai un allenatore e, infatti, ha deciso di fare altro. Pirlo non potrà mai fare due cose nella sua vita: l'allenatore e il commentatore televisivo. Servono delle qualità che non ha. Potrà essere un collaboratore tecnico, un imprenditore o un ottimo insegnante per i giovani calciatori. Sono mondi diversi. Ieri la Juve ha lanciato Pirlo, oggi lo ha bruciato, domani gli volterà le spalle.
Il Napoli si gioca parte dell'obiettivo stagionale mercoledì a Torino. La rigiochiamo. Sapete come la pensiamo. Queste partite non andavano rinviate. Non siamo tifosi della Juve, del Napoli, della Lazio o del Torino. Si deve giocare, come ha fatto il Sassuolo sabato. Mi è piaciuto De Zerbi che ha dimostrato la professionalità della sua squadra di fronte a tanti finti preti che parlavano di un Sassuolo venduto. Va criticato chi non si presenta e non chi isola alcuni calciatori, gioca comunque e toglie due punti Champions alla Roma. Il Napoli guarda al futuro e il progetto di ridimensionamento è assai probabile se non dovesse arrivare il quarto posto. Tra Gattuso e De Laurentiis è finita. Questo lo abbiamo capito da Verona. Forse anche prima. Chi parla di Gattuso verso Monza inventa fantasie. Possibilità? 0,00000%. Si potrebbero separare anche le strade tra il Napoli e Giuntoli. Il DS piace alla Fiorentina e non solo. Il Napoli sta valutando diversi nomi per la panchina e la scrivania. Come direttore sportivo piace Gianluca Petrachi. Non è il solo della lista ma in quella lista è ben posizionato. Petrachi ha fatto un miracolo a Torino e i miracoli si certificano quando te ne vai e non quando sei al comando. Anche a Roma ha fatto un grande lavoro e solo il tempo gli ha dato ragione. Vedere che oggi la Roma spende 20 milioni di euro per le procure dei calciatori ti fa capire che nelle società i presidenti hanno bisogno di direttori sportivi bravi.
In chiusura una riflessione sull'inutilità e il pericolo delle Nazionali. Vanno bene le qualificazioni ma stare così tanto tempo in giro per il mondo e non trovare una soluzione diversa è pura follia. La FIGC pretende le bolle, chiediamo ai calciatori di essere professionisti ma poi con le Nazionali si creano dei disastri tra contagi e contatti. L'Italia è stata un focolaio ma nessuno dice come tutto ciò sia stato possibile. E chi paga sono sempre i club che perdono i calciatori e rischiano anche di far fermare il proprio campionato. Anche le tempistiche sono sbagliate. L'Italia vince la seconda partita e come magia il comunicato dei 4 positivi esce a fine gara alle 23.20. Lo avranno saputo con il tampone di fine partita di essere positivi? Un sistema che non funziona in nulla. Il calcio italiano ha bisogno di una profonda rivisitazione e qualcuno dovrebbe avere il coraggio di mettere anche le mani sui conti delle società di calcio. Perché tra A, B e C l'80% dei club è virtualmente fallito. E così avanti non si può andare.

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