La Conference come sale della vita: un inno ai giovedì sera europei
E rieccola, la musichetta che tormenta da anni i giovedì dei tifosi viola. Torna la Conference League e noi siamo ancora chiamati a difendere una coppa trattata da molti peggio del corso pre-matrimoniale del mercoledì sera
Il rapporto tra Firenze e la terza competizione europea si può racchiudere dalle recenti presenze al Franchi: 8100, 10900, 8750, 9100. Dal Sigma Olomouc allo Jagellonia, numeri da Serie C, e c'entra solo parzialmente la scenografia post-apocalittica stile Blade Runner di un impianto in eterna ristrutturazione. Perché anche nelle due semifinali, Basilea e Brugge, disputate con lo stadio al completo, il sold out non fu nemmeno sfiorato. C'entra molto questa sindrome dell'età dell'Oro, di ricordi saltuari e ormai ingialliti. Con questo servizio di Alessandro Di Nardo vi spieghiamo perché la Conference League vale la pena viverla a pieno e di quanto mancherà, eventualmente nei prossimi anni.
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