Oltre le ufficialità, c'è la spinosa questione Bari: i tifosi contestano, la stampa diserta la conferenza
La retrocessione in Serie C brucia ancora, l'amministrazione comunale si è spesso stizzati per gli atteggiamenti della proprietà, la tardiva programmazione ha fatto indiavolare ancora di più la piazza e non è stata da meno l'indagine che ha riguardato la famiglia De Laurentiis: nei giorni scorsi, infatti, la Guardia di Finanza ha perquisito le sedi di Napoli e Bari, con i due presidenti indagati per false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta. Tanto che poi è stata anche richiesta la procedura di fallimento del club pugliese. E sì, Bari si è fatta sentire, in un'annata che si preannuncia già ora complicata.
Le parole di Rastelli e Marino non hanno avuto alcun positivo effetto.
Il neo tecnico Massimo Rastelli si è mostrato molto carico e motivato - "vengo a Bari e trovo un ambiente freddo nei miei confronti: ma questo mi stimola, la mia è una scelta ponderata, ci ho riflettuto tanto" -, il Direttore Generale Pierpaolo Marino ha seguito quella scia,, aggiungendo che "per vincere uno dei campionati più difficili della storia, bisogna dominare, fare gol. [...] Chi non crede nel progetto, non lo voglio tenere. Nello spogliatoio del Bari c'era un virus da sconfitta. Bisogna disinfettare tutto, pure le pareti". È stato poi detto che il Bari sarà un palazzo di cristallo, il lavoro sarà sotto gli occhi di tutti, ma il Dg non si è espresso sulla vendita del club - richiesta a più riprese anche dal sindaco -, mentre sull'inchiesta ha detto che "ho studiato la situazione: per miei pregressi, sono cose che propendono per un'inesistenza dei fatti addebitati. Nel momento in cui un passaggio di giocatori è supportato da una perizia giurata fatta da un perito, che conosco, con una qualità notevole, non si può dire che si siano passati i soldi da una tasca all'altra. Escludo assolutamente il fallimento".
La stampa diserta la conferenza, i tifosi contestano.
Peccato però che la tensione che si respira ormai da mesi non si sia affievolita. Anzi, oltre alla contestazione dei tifosi con cori e striscioni all'esterno del "Parco dei Principi", c'è stato un significativo gesto della stampa: buona parte di essa ha scelto di non partecipare fisicamente all'evento, per bacchettare la società definita capace "ripetuti silenzi" e "discutibili atteggiamenti", ritenuti una mancanza di rispetto nei confronti del lavoro giornalistico e della piazza barese in generale. Se questa strada non è in salita...






