Oltre 70 milioni per i riscatti. Ma Adzic verrà riportato a Torino
Andrea Losapio
Tra opzioni d’acquisto, diritti di riscatto e prestiti che coinvolgono diversi club europei, la Juventus inizia a fare i conti con le possibili entrate derivanti dai giocatori lontani da Torino. La dirigenza bianconera può valutare il potenziale economico delle operazioni impostate nelle ultime sessioni di mercato, con l’obiettivo di trasformare gli esuberi in una risorsa preziosa per le casse societarie.
Circa 70 milioni
Sul tavolo c’è un buon tesoretto. Tra i dossier più delicati spicca quello di Lois Openda, attualmente al Lione con la formula del prestito secco. Il suo cartellino è destinato a incidere sul bilancio juventino per circa 30 milioni di euro entro la metà del 2027. Un’altra posizione rilevante è quella di Jonathan David, per il quale l’Atletico Madrid dispone di un’opzione d’acquisto fissata a 25 milioni di euro.
Non mancano altre operazioni che potrebbero contribuire ad alimentare il tesoretto bianconero. Michele Di Gregorio, attualmente al Bournemouth, può essere acquistato a titolo definitivo per 12,7 milioni di euro, ai quali si aggiungono eventuali bonus per ulteriori 1,5 milioni. Poi Fabio Miretti con il Besiktas che dispone di un diritto di riscatto fissato a 13 milioni di euro. A completare il quadro c’è Joao Mario, trasferitosi alla Fiorentina con un’opzione di riscatto stabilita a 9,5 milioni di euro.
Adzic fra riscatto e controriscatto
Il Sassuolo dispone di un’opzione d’acquisto da 12 milioni di euro, mentre i bianconeri possono esercitare un eventuale controriscatto fissato a 13,7 milioni. La somma delle diverse operazioni delinea quindi uno scenario potenzialmente molto favorevole per le casse juventine. Se tutti i club coinvolti dovessero decidere di esercitare le rispettive opzioni e i diritti di riscatto, la società potrebbe incassare oltre 70 milioni di euro dalle cessioni.


