Pavlovic da montagne russe: rigori causati ma anche reti decisive. Il giocatore “Allegriano” Per definizione
Strahinja Pavlović è croce e delizia. Errore e gioia. Un perfetto bilanciamento di prodezze e momenti di gloria uniti a sfortunati interventi, a volte fallosi, difensivi. C’è tutto questo nella partita del serbo contro il Torino. Prima il grande gol (il quarto stagionale) nel primo tempo. Un sinistro al volo dai trenta metri, un gioiello di balistica. Nel finale di gara il contatto sfortunato e del tutto fortuito con Simeone, ritenuto falloso dal direttore di gara. Pavlovic è questo, meravigliosamente imperfetto ma prezioso allo stesso tempo.
ANCORA RIGORE
Come nel derby contro l’Inter, è sempre Pavlovic protagonista in negativo. Sfortunato, poco attento, forse un po’ impacciato. Contro i nerazzurri il pestone a Thuram, contro il Torino la manata a Simeone. Contatti lievi, forse dubbi, ma che testimoniano un difetto del serbo in area di rigore. Nulla si può dire sulla voglia, determinazione e grinta messa sempre in campo. Nonostante questi scivoloni, Pavlovic rispecchia alla perfezione il calciatore allegriano per eccellenza. Tanta passione, diversi difetti e colpi da genio.
LE PAROLE NEL POST PARTITA
Sempre onesto, sempre chiaro nelle dichiarazioni post gara. Strahinja Pavlovic ha commentato così il rigore e il gol contro il Torino ai microfoni di DAZN: "Ho fatto tutto. Prima il grande gol, poi il rigore. Ma l’MVP per me è Fofana. La mia rete? Sono stato fortunato (ride, ndr), sul rigore per loro sinceramente non ho nemmeno visto Simeone, ero col braccio largo ma non ho visto lui. Non so cosa posso dire. Se il gol è fortunato allora anche il rigore lo è".






