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Cammarata allena a Cammarata: "Sceso in Eccellenza dopo anni all'estero. Ci ritornerò"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 08:00Serie A
di Andrea Losapio

Cammarata allena a Cammarata: "Sceso in Eccellenza dopo anni all'estero. Ci ritornerò"

Albania, Russia, Australia, Dubai. È la carriera da allenatore di Fabrizio Cammarata, indimenticato attaccante di Hellas Verona e Cagliari. "Ho iniziato in Italia fra Primavera del Pescara e Sulmona, con cui ho vinto una Coppa Italia di eccellenza. Poi il percorso internazionale: Albania con la Dinamo Tirana e l'Apolonia Fer. Due anni al Melbourne Victory come secondo di Popovic, vincendo una Coppa Nazionale, secondo posti in campionato e giocato la Champions asiatica. Poi due anni a Dubai con l'Al-Nasr, lavorando sia in prima squadra che con l'Under 21". E come mai ora è a Kamarat? "Ho trovato un progetto serio. Ho preso la squadra e oggi siamo al secondo posto, segno che stiamo facendo bene. Qui siamo professionisti, ci alleniamo tutti i giorni, allo stadio vengono tre mila persone. È praticamente professionismo, gli investitori sono seri. Sono contentissimo, è difficile in Eccellenza. Abbiamo giocatori forti che non c'entrano nulla con la categoria". Facendo un passo indietro... "Ero a Dubai, l'anno scorso. Dovevo anche rimanerci, poi lo sceicco ha preso un tecnico locale. Il mercato era finito e mi è arrivata questa richiesta. Dopo un paio di giorni di riflessione ho accettato, avevo un po' paura. Il proprietario si chiama Traina, la società è nuova, ha vinto il campionato in promozione all’eccellenza. Ha risorse importanti, persona seria, sono puntuali e fanno stare bene. Suona bene, Cammarata allena a Cammarata". Però non vincete il campionato. "Il Licata credo non perda punti, poi nel calcio non si sa mai". Tanto estero, come mai? "A me è sempre piaciuto lavorare all’estero, sei apprezzato. Certo in Italia mi farebbe piacere, sarei bugiardo se dicessi il contrario.. Serve un progetto serio, non mi faccio problemi di categoria. Non che dopo una giornata di campionato chiudono tutto". Ha allenato la Dinamo Tirana, come mai è andato via? "Io in Serie B albanese mi sono dimesso perché non arrivavano gli stipendi. arrivato a novembre, ultimi in classifica, ci siamo salvati in Serie B. Dovevamo costruire la squadra per la A. Nel girone d’andata eravamo campioni di inverno, un pareggio e solo vittorie, ma quasi quasi mettevo io i soldi. Così mi ha chiamato l'Apolonia in A. Sono esperienze che ti fanno crescere, sia quelle buone che quelle meno buone. Cerco di prendere sempre il lato positivo, si cresce anche nelle difficoltà, nelle disgrazie". Felice della sua carriera da giocatore? "Con il senno di poi potevo fare di più, avevo qualità importanti, ma sono sempre stato professionista, giocato a Verona, Cagliari, Torino e Parma. Poi uno certo poteva ambire al meglio, ho giocato con Totti e Buffon. Quelli a Verona sono stati anni bellissimi, ho vinto due campionati, fatto la Serie A. Sono veramente contento". Lei è cresciuto nella Juve... "La Juve si sta riprendendo, Spalletti è un grande allenatore che sa di calcio, che lo insegna, grande carisma, grande personalità". Con Alessandro Del Piero in Primavera. Lo vedrebbe come Presidente? "Sarebbe una grande cosa, perché è il simbolo. Se pensi alla Juve pensi ad Alex Del Piero e lo vedrei bene, è un ragazzo favoloso. È perfetto Forse ingombrante... “Sì, ma le squadre devono mettere questo tipo di persona, che hanno un impatto importante per i calciatori, che possono dare un esempio. Chi ha fatto calcio certe dinamiche le capisce prima. Dovrebbero tornare i Del Piero, i Totti... Guarda Maldini, sono persone che possono influire molto. Loro possono fare solo che bene al calcio, ci sono stati dentro per trent’anni. Non è detto che uno che faccia calcio poi faccia bene anche in altri ruoli". Com'è il calcio a Dubai? "Io ho allenato Gabbiadini e Taarabt. Sta crescendo anche lì, stanno arrivando tanti stranieri e professionismo. Uno pensa di andare in vacanza. All’inizio fa caldo, settembre-ottobre, poi si sta bene". Come è arrivato alla Juventus? “Giocavo nello Juventus club Caltanissetta, alle volte il destino... Da piccolo ero juventino. In Sicilia era impossibile non essere juventino. Sono andato a tredici anni in Piemonte, nel 1988, fino al 1994. E avevo firmato con il Torino perché mi avevano visto giocare qui, poi ho giocato una partita con l'Atalanta in Sardegna, e i nerazzurri mi segnalarono alla Juventus. C'era Vycpalek". Le dispiace non averci mai giocato?" Sì, ero stato convocato un paio di volte, mi allenavo con loro, specialmente nell’ultimo anno. Era normale coronare il sogno, ci poteva essere la possibilità perché dovevo rimanere alla Juve e avevo già fatto le visite, poi mi mandarono al Verona in prestito...".