Il fondo di Polverosi: "Messi come Maradona, chiude con una finale persa. Spagna dominante"
La vittoria della Spagna sul Mondiale 2026, arrivata ai supplementari contro l'Argentina grazie alla rete di Ferran Torres, viene analizzata da Alberto Polverosi nel suo editoriale sul Corriere dello Sport. Il giornalista parte dal passaggio di consegne tra Lionel Messi e Lamine Yamal, sottolineando come il fuoriclasse argentino chiuda la propria avventura mondiale "come Maradona", con un titolo conquistato e una finale persa nell'edizione successiva. "La Coppa è di Lamine Yamal", scrive Polverosi, rendendo comunque "onore a Leo e al suo calcio".
Il dominio della Spagna e la resistenza dell'Argentina
Secondo Polverosi, la finale è stata caratterizzata più dalla tensione che dallo spettacolo, complice la lunga stagione affrontata dalle due squadre. Dopo un primo tempo equilibrato, nella ripresa "il controllo della Spagna è diventato dominio". La Roja ha preso il comando del gioco, mentre l'Argentina si è chiusa nella propria metà campo, resistendo fino ai tempi supplementari nonostante l'espulsione di Enzo Fernandez. Decisivi gli ingressi dalla panchina di Nico Williams e Ferran Torres, simbolo della profondità della rosa spagnola, capace di conquistare il titolo mondiale dopo quello europeo.
Lo show dell'intervallo finisce nel mirino
L'ultima riflessione è dedicata all'organizzazione della finale. Polverosi critica apertamente lo spettacolo andato in scena durante l'intervallo, definendolo motivo di "tristezza e malinconia". Nel mirino finiscono Donald Trump e Gianni Infantino, accusati di aver trasformato la finale in "un varietà", snaturando il calcio. Emblematica la chiusura dell'editoriale, con l'aneddoto attribuito ai giocatori al rientro in campo: "Scusi arbitro, quanto stiamo?", a sottolineare come la partita fosse quasi diventata un semplice intervallo di uno spettacolo.






