Gotze su Messi: "Da sempre il mio idolo. Dopo la finale dei Mondiali gli chiesi una foto"
Mario Gotze è tornato a raccontare i momenti più significativi della propria carriera in una lunga intervista concessa a The Athletic. Il centrocampista dell'Eintracht Francoforte ha ripercorso il trionfo ai Mondiali del 2014, il gol decisivo nella finale contro l'Argentina e alcune scelte di mercato che, col senno di poi, avrebbero potuto cambiare il corso della sua carriera. Tra queste anche un contatto concreto con la Juventus, mai trasformato in trasferimento.
Il rimpianto Juventus e il ricordo del Mondiale
L'eroe della finale di Rio de Janeiro ha ricordato il peso di quella rete realizzata ai supplementari contro l'Argentina di Lionel Messi: "Quel gol ha cambiato tutto, ma il mio torneo non è stato semplice. Ero il più giovane del gruppo, dopo le prime partite sono finito in panchina e ho vissuto il Mondiale in modo diverso". Götze ha poi svelato un retroscena sul suo futuro dopo l'addio al Bayern Monaco nel 2016: "Forse tornare al Borussia Dortmund non è stata la scelta migliore. Parlavo con la Juventus e anche con due club spagnoli, ma le squadre italiane e inglesi interessate non giocavano la Champions League, che per me era una priorità".
Messi, Klopp e Tuchel: i grandi protagonisti del suo racconto
Nel corso dell'intervista, Gotze ha riservato parole di enorme stima per Lionel Messi: "È unico, quasi impossibile spiegare come riesca ancora oggi a giocare a questi livelli. È sempre stato il mio idolo e dopo la finale gli chiesi una foto". Infine ha confrontato due degli allenatori più importanti della sua carriera. "Klopp sapeva gestire le persone come pochi, riuscendo a tirarci fuori più del 100%. Tuchel, invece, era un grande stratega: al Dortmund stava ancora imparando a gestire un grande club, ma dal punto di vista tattico era già straordinario".






