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Iran sempre in bilico: entro quando deve comunicare la decisione alla FIFA e il caso ripescaggio

Iran sempre in bilico: entro quando deve comunicare la decisione alla FIFA e il caso ripescaggioTUTTO mercato WEB
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Ivan Cardia
Oggi alle 15:22Mondiali 2026
Ivan Cardia

L’Italia non c’è, ma non manca chi, dopo la mancata qualificazione degli azzurri ai Mondiali, ha iniziato a sognare e immaginare un ripescaggio. Scenario decisamente improbabile, ma andiamo con ordine. La posizione in bilico, a meno di ulteriori sviluppi, è quella dell’Iran. Dopo l’iniziale fuga in avanti del ministero dello Sport di Teheran, e le minacce nascoste nel benvenuto di Donald Trump, la federcalcio persiana ha in realtà confermato la propria presenza alla competizione. Lo scenario, considerata la situazione in Medio Oriente e il fatto che l’Iran dovrebbe giocare tutte le gare del girone su suolo statunitense - con diversi problemi legati ai visti -, resta aperta a ulteriori sviluppi.

Ma entro quando l’Iran deve dare una risposta definitiva? Una vera e propria deadline esiste soltanto a livello economico. L’articolo 6.2 del regolamento della Coppa del Mondo prevede infatti: “Qualsiasi Federazione membro partecipante che si ritiri dalla Coppa del Mondo FIFA 2026 entro e non oltre 30 giorni prima della prima partita della fase finale sarà sanzionata con una multa di almeno 250.000 franchi svizzeri da parte della Commissione Disciplinare FIFA. Qualsiasi Federazione membro partecipante che si ritiri dalla Coppa del Mondo FIFA 2026 a meno di 30 giorni dalla prima partita della fase finale sarà sanzionata con una multa di almeno 500.000 franchi svizzeri da parte della Commissione Disciplinare FIFA”.

Le ulteriori sanzioni sono poi rimesse a valutazioni abbastanza discrezionali. L’articolo prosegue infatti così: “Se una Federazione membro partecipante non è ammessa, viene esclusa o si ritira dalla Coppa del Mondo FIFA 2026 dopo l’inizio del torneo, la Commissione Disciplinare FIFA può imporre ulteriori misure disciplinari. Queste possono tenere conto, in particolare, del momento del ritiro o dell’esclusione, della gravità della violazione delle norme che ha portato alla mancata ammissione o all’esclusione, di eventuali circostanze attenuanti nonché di ogni altra circostanza rilevante. Le sanzioni disciplinari possono includere l’esclusione della Federazione membro partecipante interessata dalle successive competizioni FIFA e/o la sostituzione della stessa con un’altra federazione membro. Il Consiglio FIFA o il comitato competente possono decidere, in particolare, di sostituire la federazione in questione con un’altra federazione”. Su quest’ultimo punto torneremo nel paragrafo finale.

E se l’Iran non si presentasse alla prima partita senza dare alcun avviso? In questo caso, il regolamento dei Mondiali rimanda al Codice Disciplinare della FIFA, il cui articolo 16 è dedicato proprio alle partite non giocate per abbandono. Il primo e il secondo comma recitano così: “1. Se una partita non può avere luogo o non può essere disputata integralmente per ragioni diverse dalla forza maggiore, ma a causa del comportamento di una squadra o di comportamenti imputabili a una federazione o a un club, la federazione o il club saranno sanzionati con una multa minima di 10.000 franchi svizzeri. La partita sarà dichiarata persa a tavolino oppure ripetuta. 2. Ulteriori misure disciplinari possono essere adottate nei confronti della federazione o del club interessati”. Le sanzioni sarebbero anzitutto economiche. Da questo punto di vista, peraltro, l’Iran dovrebbe restituire il gettone da 1,5 milioni di euro che la FIFA garantisce a prescindere come premio per la preparazione delle partite. Ma finirebbe, realisticamente, anche per essere escluso dal calcio mondiale a tempo indeterminato.

E il ripescaggio? In caso di mancata partecipazione dell’Iran, le speranze dell’Italia sono al momento ridotte, se non proprio nulle. L’articolo 6.7 del regolamento dei Mondiali garantisce alla FIFA assoluta discrezionalità, senza fissare alcun criterio, per la scelta della squadra che sostituirebbe l’Iran. Nel caso, più del ranking - invocato dai fautori del ripescaggio come la principale, se non unica, ragione per riammettere l’Italia -, è molto probabile che a decidere sarebbe un fattore geografico. Gli Emirati Arabi Uniti, superati dall’Iraq (poi vincitore anche sulla Bolivia) negli spareggi asiatici per l’accesso allo spareggio intercontinentale, sarebbero gli indiscussi favoriti.

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