Non è un Mondiale per poveri: biglietti cari e spalti vuoti, ma per la FIFA è un successone
Mentre la FIFA e Gianni Infantino celebrano numeri record, audience altissima e un Mondiale che sulla carta dovrebbe rappresentare il trionfo del calcio, dentro e fuori dagli stadi emerge una realtà molto diversa. Una realtà fatta di tifosi costretti a spendere cifre folli per seguire la propria nazionale, di biglietti venduti a prezzi proibitivi e di un evento che appare sempre più distante da quella dimensione popolare che ne ha costruito il mito. E gli spalti vuoti in molte partite ne sono la conseguenza. .
Per assistere a Francia-Senegal al MetLife Stadium di New York, molti sostenitori francesi hanno raccontato di aver pagato tra i 700 e i 2.400 dollari per un singolo biglietto. E il tagliando rappresenta soltanto una parte del conto finale. Tra voli intercontinentali, hotel, trasporti, pasti e giorni di permanenza, diversi tifosi hanno dichiarato di aver speso tra i 3.000 e i 7.000 euro soltanto per seguire la fase a gironi. Numeri impressionanti, che portano a una domanda sempre più scomoda: il Mondiale è ancora il torneo del popolo?
La risposta, osservando ciò che accade negli Stati Uniti, sembra essere sempre più negativa. Perché mentre la FIFA esalta il successo dell'evento, migliaia di tifosi hanno semplicemente rinunciato a partire: non per mancanza di passione, ma per impossibilità economica. "È una vergogna", ha confessato uno storico frequentatore delle Coppe del Mondo ai media francesi. "Io ho pagato perché volevo esserci, ma per una persona normale è impossibile". Un giudizio duro che fotografa perfettamente il sentimento diffuso attorno a questa edizione del torneo.
Il rischio è che il calcio stia tradendo la propria natura. Lo sport più popolare del pianeta sta progressivamente trasformando il suo evento simbolo in un prodotto di lusso, destinato a chi può permetterselo. E se per assistere a una partita della propria nazionale servono migliaia di euro, il problema non riguarda più soltanto il costo dei biglietti: riguarda l'identità stessa della competizione iridata.






