Non solo l'Iran, l'epidemia di Ebola mette a rischio la partecipazione al Mondiale della RD Congo
Non c’è solo la situazione legata all’Iran a preoccupare gli organizzatori del Mondiale in Canada, Messico e Stati Uniti che prenderà il via fra meno di un mese. Nelle ultime ore infatti l’attenzione si è spostata anche sulla Repubblica Democratica del Congo dopo che l’epidemia di Ebola che sta colpendo il paese è stata classificata dall’OMS come come crisi sanitaria internazionale a causa dei numerosi contagi e decessi. Un’emergenza che ha spinto la Federcalcio locale a cancellare il ritiro di Kinshasa e spostarlo in Belgio dove la formazione preparerà le sfide contro Portogallo, Colombia e Uzbekistan (rivali nel Gruppo K).
Nonostante tutti i 26 calciatori convocati militino all’estero e non siano rientrati in patria di recente la situazione viene continuamente monitorata dalla FIFA anche a seguito della decisione degli Stati Uniti di introdurre restrizioni temporanee all'ingresso per chi ha soggiornato nelle zone a rischio, complicando i match di Houston (contro il Portogallo) e Atlanta (contro l’Uzbekistan), mentre in Messico il ministro della Salute Kershenobich ha emesso un'allerta epidemiologica in vista della gara di Guadalajara (contro la Colombia), spingendo gli esperti locali a invocare una quarantena di 21 giorni per i calciatori africani e il divieto d'ingresso per i loro tifosi, come si legge su Sportmediaset.
Se queste restrizioni dovessero in qualche modo impedire alla Repubblica Democratica del Congo di partecipare alla competizione si libererebbe un posto nel tabellone principale con la FIFA che dovrebbe decidere qualche nazionale ripescare per completare il roster delle formazioni partecipanti. Potrebbe dunque esserci un nuovo spiraglio per l'Italia, anche se al momento questa prospettiva appare molto lontana.











