Pochettino e il sogno americano: dietro il boom degli USA c'è anche l'aiuto dei miliardari
Due vittorie nelle prime due partite del Mondiale e un entusiasmo crescente attorno alla nazionale degli Stati Uniti. Dietro l'ottimo avvio della squadra guidata da Mauricio Pochettino c'è però una storia che intreccia calcio, tecnologia e persino alcuni dei più facoltosi imprenditori del pianeta.
Quando la federazione statunitense era alla ricerca del commissario tecnico per il Mondiale casalingo, l'investitore Scott Goodwin individuò nell'ex allenatore di Tottenham e PSG il profilo ideale per cambiare il volto del calcio americano. Per rendere possibile l'operazione, Goodwin coinvolse anche il filantropo David Griffin, noto per aver finanziato in passato la costruzione di campi da calcio a Chicago e Miami.
Griffin pose una sola condizione a Pochettino: guardare il film Miracle, dedicato alla storica vittoria degli Stati Uniti sull'URSS nell'hockey olimpico del 1980. Il messaggio era semplice: "Perché non noi?". Un approccio che sembra aver trovato riscontro sul campo, visto che gli USA hanno iniziato il torneo con due successi, un risultato che mancava addirittura dal 1930.
L'impatto del progetto si riflette anche fuori dal rettangolo verde. I prezzi dei biglietti per la sfida contro la Turchia sono schizzati verso l'alto, con il tagliando più economico passato da circa 1.600 euro fino a cifre che sfiorano i 55.000 euro. Intanto Pochettino continua a lavorare con il suo storico staff, supportato da strumenti di analisi avanzata basati sull'intelligenza artificiale, in quello che sempre più appare come il simbolo del nuovo corso del calcio statunitense.






