Taremi e l'Iran sbarcano negli Stati Uniti: l'immagine storica, in un Mondiale assai delicato
Un’immagine destinata a rimanere nella storia. Dopo un volo di 30 minuti da Tijuana e un primo approccio senza atterraggio, l'aereo della nazionale iraniana ha toccato terra negli Stati Uniti alle 21:31 (le 12:30 a Los Angeles), in un momento di aperto conflitto tra i due Paesi in Medio Oriente. Per la selezione del Team Melli ha così inizio una due giorni di grandissima esposizione mediatica sul suolo americano. La squadra ha lasciato rapidamente l'aeroporto per dirigersi verso l’hotel, in vista della successiva conferenza stampa del commissario tecnico alla vigilia del match contro la Nuova Zelanda.
Una spedizione tuttavia monca, dato che 11 membri dello staff sono dovuti rimanere a Tijuana non avendo ottenuto il visto d'ingresso per gli Stati Uniti. Prima di raggiungere lo scalo della città messicana, l'autobus della selezione iraniana era stato scortato da una folla immensa tra le strade della città di frontiera, con i cittadini messicani che sventolavano calorosamente la bandiera dell'Iran. Qui, a differenza degli USA, la squadra di Taremi & co. aveva stabilito la propria base logistica già da una settimana, trovando un'accoglienza calorosa e priva di qualsiasi tipo di problema. Al contrario, le tensioni si avvertono adesso a poche ore dal debutto del Team Melli a Los Angeles contro la Nuova Zelanda.
La preoccupazione principale è che alcuni membri della numerosa comunità iraniana residente a Los Angeles possano sfruttare la vetrina della partita per manifestare l'opposizione al regime vigente nel loro Paese d'origine. Gli iraniani di LA sono spesso in totale contrasto con l'attuale governo, tanto che la metropoli californiana è soprannominata "Tehrangeles" per sottolineare la massiccia presenza di questa comunità, che conta persino un intero quartiere a lei dedicato.
Tra gli addetti ai lavori contattati cresce il forte sospetto che molti residenti abbiano acquistato i biglietti sul sito ufficiale della FIFA proprio per lanciare messaggi politici dalle tribune. Un'iniziativa per cui l'organo di governo del calcio mondiale, con Infantino presidente, ha tolleranza zero. Con regolamenti severissimi che vietano tassativamente bandiere e striscioni politici negli spalti. Per questo motivo, i controlli ai varchi d'accesso dello stadio rischiano di essere notevolmente irrigiditi.
🏆🛫 Iran team on Sunday left for Los Angeles for their first match.
— Press TV Sports (@presstvsports) June 14, 2026
Players and staff with US visas were seen off by federation officials and fans at their base camp in Mexico.@presstvsports pic.twitter.com/afLydkTh9D






