I tifosi sudcoreani non si accontentano: "Hong Myung-bo non alleni più nel nostro Paese"
L'eliminazione della Corea del Sud già nella fase a gironi del Mondiale 2026 ha provocato un grande scossone. Dopo le dimissioni del commissario tecnico Hong Myung-bo, arrivate subito dopo il fallimento della spedizione, una parte della tifoseria organizzata chiede addirittura che l'ex CT venga allontanato definitivamente dal calcio sudcoreano.
Il gruppo di sostenitori "Red Devils", storico cuore del tifo della nazionale, ha diffuso un duro comunicato, rilanciato dal Korea Herald, dal titolo eloquente: "Il giorno in cui il calcio sudcoreano è scomparso". E l'attacco nei confronti dell'ormai ex selezionatore è durissimo. "Hong non ha mai chiesto scusa né perdono fino all'ultimo momento", si legge nella nota. "Al contrario, ha rilasciato dichiarazioni prive di senso e ha insultato i tifosi del calcio coreano. Non deve più far parte del nostro calcio".
I tifosi hanno inoltre annunciato che continueranno la loro protesta finché "i problemi profondamente radicati" del movimento calcistico nazionale non saranno risolti: "La nostra rabbia non nasce soltanto dal fatto che la squadra non abbia raggiunto i sedicesimi di finale. Per alcuni giocatori questo doveva essere l'ultimo Mondiale, per altri il primo", scrivono in un chiaro riferimento anche al capitano Son Heung-min, che potrebbe decidere di chiudere la propria carriera internazionale. Il flop della nazionale è diventato anche un caso politico. Il presidente della Corea del Sud, Lee Jae Myung, ha infatti chiesto al Ministero dello Sport di aprire un'indagine per fare luce sulle cause di quella che nel Paese viene considerata una vera e propria umiliazione.
Per Hong Myung-bo si tratta del secondo fallimento mondiale sulla panchina della Corea del Sud. Già nel 2014 la sua nazionale era stata eliminata al primo turno, mentre questa volta le aspettative erano molto più alte.






